Roma, 12 set – Obiettivo: fermare la destra. Come? Riproponendo la formula giallofucsia alle elezioni. A dirlo è proprio quel ministro dei Beni culturali che, il primo giorno che è tornato sulla poltrona che già ebbe con Renzi e Gentiloni premier, ha dichiarato “ripartiamo dall’antifascismo”. “Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. E’ difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena“, così Dario Franceschini, in un’intervista a Repubblica lancia il suo progetto di sinistra-centro per battere la destra-centro. Una alleanza politica ed elettorale. Che parta dalle prossime elezioni regionali, passi per le Comunali e arrivi alle Politiche“.

“Se c’è la volontà politica, possiamo presentarci insieme già in Umbria”

Per Franceschini si deve tentare già dalle Regionali in Umbria: “Lì le elezioni sono molto vicine, ma se c’è la volontà poitica si può fare tutto. Per Emilia e Calabria, poi, c’è tempo. In ogni caso, la sfida è questa“. “So che è difficile ma se governiamo bene, evitando la logica del ‘contratto’, cercando sempre la sintesi allora questa squadra può diventare il seme di una futura alleanza. Per battere la destra, vale la pena provarci”, ribadisce il ministro dem. La sintesi – va da sé – è il collante anti destra. Niente di nuovo, quindi: sono decenni che la sinistra crea accordi elettorali spesso fin troppo eterogenei per battere l’avversario (salvo poi litigare al governo e sfasciare tutto).


A tal proposito, Franceschini – anche in riferimento alle diverse anime del Pd – ammette: “So che ci sono posizioni diverse da noi e nei 5 Stelle. Io parlo di una alleanza tra tutto il centrosinistra e l’M5S“. Insomma, l’antifona – per i suoi e per i pentastellati – è chiara: mettiamo da parte le divisioni interne e battiamo la destra, come abbiamo fatto con Prodi. E infine (r)assicura tutti: “Per noi non sarà una mutazione genetica. Da questa esperienza i dem potranno uscire rafforzati nella loro identità“. Anche perché, con la solita identità – e soprattutto da soli – alle elezioni i dem non possono battere nessuno.

Adolfo Spezzaferro

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