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Roma, 12 lug – Che in tema di immigrazione l’Itala stia subendo una pressione straordinaria lo riconosce anche l’agenzia europea Frontex: “Ieri c’è stato un incontro a Varsavia per vedere come il piano operativo può essere migliorato e potenziato, per vedere come possa essere migliorata la solidarietà per sostenere l’Italia, perché possa affrontare questa straordinaria pressione”, sono le parole del direttore Fabrice Leggeri in audizione al Parlamento europeo.



Per questo l’Unione Europea si è dimostrata aperta a rivedere la missione Triton. Il Viminale è soddisfatto, dice di aver fatto un importante passo avanti. Ma le notizie vere sembrano diverse. Perché Triton potrà anche essere cambiato, ma non ora, dopo l’estate. Nel frattempo gli immigrati ce li teniamo. Frontex si limiterà ad aumentare il suo sostegno all’Italia sul fronte dei rimpatri, vigilando sul condice di condotta delle ong e rafforzando la sua presenza negli hotspot. Ma la sostanza non cambia, gli immigrati continueranno a sbarcare da noi, perché nessun’altra nazione apre i propri porti. A Varsavia il successo italiano sta nell’aver ottenuto solo l’apertura di un tavolo di lavoro, che tuttavia non ha fornito indicazioni precise sulle tempistiche in cui attuerà modifiche a Triton.

La soluzione dei problemi, quindi, è ancora lontana da venire. E nonostante la pressione che l’Italia deve sopportare, le rotte migratorie non cambieranno: “Non c’è alcuno slittamento dal Mediterraneo Orientale al Mediterraneo Centrale” ha proseguito Leggeri. Poiché “mentre nell’Egeo i siriani erano la nazionalità dominante, dalla Libia partono per lo più cittadini di Paesi dell’Africa subsahariana o dell’Africa Occidentale, come Senegal e Gambia. E, sorprendentemente, ci sono molti cittadini del Bangladesh che arrivano per via aerea e raggiungono Tripoli”.

Intanto domani Minniti incontrerà in Libia le autorità locali, per lo più i sindaci delle città meridionali, per discutere di strategie che contrastino l’immigrazione clandestina. E dopo dieci giorni in cui gli sbarchi sembravano essersi fermati, si ha notizia che 2500 persone sono state salvate nel Mediterraneo. Il loro sbarco è atteso nei porti siciliani di Trapani e Pozzallo.

Anna Pedri



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