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Governo in crisi, Salvini contro Toninelli: “Blocca troppe opere pubbliche”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 23 lug – Tensione alle stelle nella maggioranza con Lega e M5S divisi su Autonomia e Tav. “Non ho incontri in agenda. Per il futuro siamo nelle mani del buon Dio”, dice il vicepremier Matteo Salvini replicando a una domanda sul futuro del governo. Il leader della Lega, inoltre, torna ad attaccare il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli già sottto i riflettori per il licenziamento dell’unico esperto che non ha sottoscritto l’analisi costi-benefici che boccia la Tav. “Ci sono troppe infrastrutture bloccate dal ministero dei Trasporti. Il Mit deve aiutare la gente a viaggiare e non bloccare porti, aeroporti, ferrovie, tunnel, autostrade. Il vero problema è il blocco di centinaia di opere pubbliche“, ha detto Salvini parlando con i giornalisti a Firenze. E a chi chiedeva se chiederà un rimpasto di governo, il vicepremier ha risposto: “Non è questione di rimpasto, se uno fa il ministro ai blocchi stradali, noi siamo al governo per sbloccare le strade, non per bloccarle“.

Toninelli: “Dire a me che blocco i cantieri è come dire a Salvini che non blocca le Ong”

“Dire che io sono il ministro dei blocchi stradali è come dire che Salvini è un ministro che non blocca le ong“, è la replica del pentastellato Toninelli. “Vengo da un tavolo di crisi Cmc, da un decreto salva imprese che permette a decine di pmi siciliane, per lavori già fatti, di non fallire; vengo dall’inaugurazione di un cantiere al tribunale di Caltanissetta, che cadeva a pezzi e sta riaprendo dopo anni di nulla. Ripeto: dire a me che sono il ministro che blocca i cantieri è come dire a Salvini che è il ministro che non blocca le Ong”.

Conte verso il sì alla Tav, venerdì la decisione

Intanto,  a quanto pare, il premier Giuseppe Conte si sarebbe convinto a dare l’ok alla Tav, vera “bestia nera” per i 5 Stelle, a partire proprio da Toninelli, da sempre contrario alla Torino-Lione. Conte dovrebbe rendere nota la sua decisione questo venerdì. Tra le file dei pentastellati sale pertanto la tensione: continuare a dire “no” dopo il “sì” del presidente del Consiglio offrirebbe un perfetto casus belli a Salvini per staccare la spina al governo “accollando” la colpa al M5S.

Di Maio: “Trambusto legato al taglio dei parlamentari”

“Il trambusto intorno al governo è legato”, al taglio dei parlamentari, dice il vicepremier Luigi Di Maio. “Ma ve li immaginate senza poltrona mentre si cercano un lavoro come tutte le persone normali? È quindi chiaro che, chi vuole buttarci giù, è chi vuole restare nella preistoria per tenersi stretto il suo posto a Roma“. “Ma noi non ci arrendiamo. Taglieremo i parlamentari e cambieremo davvero il Paese. Ormai – assicura il capo politico del M5S – manca davvero poco. Meno di due mesi!”.

Autonomia, Zaia: “Basta con la storia del Paese di serie A e di serie B”

Intanto il governatore del Veneto Luca Zaia difende il progetto dell’Autonomia. “I vantaggi dell’Autonomia – sottolinea – sono l’efficienza e la responsabilità, soprattutto premiare le virtuosità, ma non si creerà un Paese di serie A e di serie B”. “Questa è una brutta manfrina – aggiunge – che non vogliamo più sentire”. La verità, per Zaia, “è che da un lato i cittadini avranno risposte celeri e avranno viste ridotte le catene decisionali. Dall’altro per quanto riguarda i cittadini del Sud finalmente riusciranno a misurare la qualità dei loro amministratori, perché questa è la verità”. “Oggi già abbiamo un esempio di Autonomia, che è quella della sanità: non c’è l’Autonomia del Veneto, non c’è quella della Lombardia o dell’Emilia Romagna ma nella sanità tutte le regioni hanno un budget e la gestione della sanità – spiega il governatore leghista -. Se ci sono ancora regioni che vedono i loro cittadini costretti a fare le valigie per andarsi a curare fuori regione, molto probabilmente il problema non è dell’Autonomia ma della mala gestio da parte di qualcuno“. “Noi abbiamo fatto un progetto serio, validato a livello scientifico: non vogliamo la secessione dei ricchi, non possiamo accettare che si dica che vogliamo creare un Paese di serie A e di serie B, vogliamo solo l’efficienza, la responsabilità e la modernità di questo Paese”, conclude Zaia.

Adolfo Spezzaferro

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