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Roma, 31 mag – L’impasse politica in cui versa l’Italia, acuita dalla crisi istituzionale dovuta allo scontro Colle-Lega-5 Stelle sulla formazione del governo di domenica scorsa, potrebbe essere superata. Tutto dipende da quello che deciderà il leader della LegaMatteo Salvini. Esecutivo tecnico del Presidente con Carlo Cottarelli premier per far tornare il Paese alle urne oppure governo politico giallo-verde? Il leader del Carroccio è a un bivio. Certo, lui è convinto che se si tornasse al voto (a settembre/ottobre) farebbe il pieno di voti, il centrodestra avrebbe la maggioranza, e da premier incaricato potrebbe mettere Paolo Savona all’Economia, per esempio. Attualmente Salvini è l’unico che vuole veramente andare al voto (purché non sia d’estate, s’intende). Tutti gli altri temono le urne: i 5 Stelle vedono i consensi erosi dall’infinito “tira e molla” del capo politico del movimento, Luigi Di Maio, con voti che si spostano verso il Carroccio, il Pd è al lumicino, Forza Italia attestandosi su percentuali sotto il 10% conclamerebbe la fine del berlusconismo. La Lega invece è data sopra il 25%, unico partito in crescita.
Salvini quindi è sotto assalto da parte del leader del M5S, intenzionato a trovare la quadra per andare al governo. Intanto Mr. spending review, il premier incaricato per il governo tecnico diretta emanazione del Colle, resta in stand-by: il Presidente Sergio Mattarella ha dato una chance al governo politico (anche per rimediare all’errore di domenica, con il suo “no” a Savona). Tutto sta a capire dove si possa collocare proprio il professor Savona, al quale il leader della Lega non intende rinunciare.
Di Maio, che ieri ha incontrato Mattarella, ha proposto a Salvini di spostare Savona dall’Economia a un altro ministero, magari la Farnesina. Il leader del Carroccio ha preso tempo. “Valutiamo quanto questo spostamento sia utile agli italiani”, ha commentato in tarda serata.
Salvini può prendere tempo perché comunque vada lui ne esce vincitore: o subito al governo, insieme con i 5 Stelle, ma in posizione dominante. Oppure al governo dopo il voto, da premier, a capo del centrodestra. Tutto sta a capire se vuole andare subito a Palazzo Chigi. Nella Lega c’è chi preme per andare al governo, anche per accontentare subito la piazza, i militanti, riscattando le loro istanze. Ma il gioco lo conduce Salvini, e la posta la stabilisce lui. Oggi quindi sarà un’altra giornata di trattative.
Adolfo Spezzaferro

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