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Roma, 9 mag – L’ultimatum ai partiti lanciato dal capo dello Stato sta per scadere: tra oggi e domani, salvo “miracoli” dell’ultimo momento, in assenza di un accordo per una maggioranza di governo, il Colle metterà in campo il suo governo tecnico. Mattarella è stato chiaro sulla sua lista di ministri e premier: “Non saranno politici e non potranno poi candidarsi alle elezioni“. Un chiaro riferimento a quando, nel 2011, Monti e i suoi dopo il governo tecnico decisero di presentarsi alle elezioni con un partito, Scelta Civica (destinato giustamente ad avere vita brevissima).
Imperversa quindi il toto-nomi. A quanto pare, per il ruolo di premier il presidente della Repubblica pensa ad una donna, da Belloni a Reichlin fino a Cartabia, con Cottarelli e Cassese che potrebbero andare ai ministeri più “pesanti” di Economia e Giustizia.
Ma vediamo da vicino chi sono i “papabilii”.
Elisabetta Belloni è in pole per la poltrona di nuovo presidente del Consiglio per il governo neutrale. Romana, 60 anni, è il Segretario generale del ministero degli Affari esteri (nominata da Paolo Gentiloni), è anche docente di Cooperazione allo sviluppo alla Luiss di Roma.
Marta Cartabia, milanese, 54 anni, vicepresidente della Corte Costituzionale (la più giovane in questo ruolo), nominata alla Consulta da Giorgio Napolitano nel 2014, allieva del presidente emerito dell’Alta corte Valerio Onida.
La donna dal profilo più “ostile” per chi come Lega e il nuovamente anti-sistema M5S non vede di buon occhio l’Ue è certamente Lucrezia Reichlin, 63 anni, romana, economista figlia di due comunisti storici (il partigiano Alfredo Reichlin e la fondatrice de il Manifesto Luciana Castellina) e docente di Economia alla London Business School, direttrice generale alla Ricerca alla Bce e in ottimi rapporti con Mattarella. Una radical-chic con il pedigree perfetto per piacere a mercati, alleati militari, poteri finanziari, Soros & Co.
Per quanto riguarda gli altri papabili, negli ultimi giorni è circolato con forza il nome di Sabino Cassese, 79 anni ed ex giudice della Corte costituzionale. Un profilo di cui Mattarella si fida e a cui potrebbe affiare il governo di garanzia in attesa di nuove elezioni. E ancora: da Giorgio Alleva, presidente dell’Istat, e Enrico Giovannini, ex ministro del Lavoro del governo Letta, passando per Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato. Dopo alcune indiscrezioni, invece, sembrano crollate le possibilità di Giovanni Maria Flick, ex presidente della Corte Costituzionale, e di Raffaele Cantone, presidente dell’autorità Anticorruzione.
A proposito del toto-ministri, salgono le quotazioni di Salvatore Rossi, direttore generale della Banca d’Italia dal 2013, come nuovo ministro dell’Economia. Per gli Esteri c’è l’ambasciatore Giampiero Massolo, mentre è tornato in auge il profilo di Carlo Cottarelli, commissario alla spending review a Palazzo Chigi. Infine, voci anche su Anna Maria Tarantola, ex presidente della Rai.
Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Poca Italia???… Italia sotto zero!!!….. Questo è il Monti-bis orientato all’ ultra sinistra alla Rossana Rossanda e, appunto, Luciana Castellina di tristissima memoria! Che il cielo ci aiuti!!!

  2. W LA DEMOCRAZIA !
    dopo che il mitico voto democratico ha espresso istanze politiche lontane spazi siderali da questi signori qui….
    questi signori dovrebbero invece essere proprio i designati “Premier del Presidente”.
    PS avete notato curriculum ed anche nomi vagamenti FANTOZZIANI dei futuri Premier ?
    manca solo il supermegadirettore Prof.Dott.Ing.Avv. Visconte COBRAM e la mitica Contessa Pia Serbelloni Mazzanti Vien Dal Mare per avere il ruolino di marcia completo.

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