Roma, 3 mag – Lega e 5 Stelle sono di nuovo ai ferri corti. Di Maio ha respinto l’offerta “last minute” di Salvini: resta il veto su Berlusconi. Il leader del M5S attacca quello del Carroccio (“Si è piegato all’ex Cavaliere solo per le poltrone”) e taglia corto: “Non resta che tornare subito al voto”.
Salvini ieri in mattinata aveva fatto un nuovo appello: “Sono umilmente a disposizione da oggi pomeriggio. Quando e dove si vuole, con chi si vuole, in diretta o non in diretta, a sederci attorno a un tavolo con il M5S partendo dalla riforma delle pensioni, del lavoro, del sistema fiscale, del sistema giudiziario, del sistema scolastico, punto per punti, senza professoroni, per decidere come si fanno queste riforme”. Secca la replica di Di Maio: “Non è possibile nessun governo del cambiamento con Berlusconi e il centrodestra. Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone. Si torni subito al voto!”.

Sul fronte del dialogo Pd-M5S, su cui Renzi ha messo una pietra tombale (“Mai un accordo di governo con i 5 Stelle”), tutto tace almeno fino alla direzione nazionale dem di oggi pomeriggio.
Il quadro resta incerto. La formazione del nuovo governo resta nelle mani del presidente Mattarella. L’ex segretario del Pd, come è noto, ha chiesto un governo di tutti per fare la riforma della legge elettorale. Ma la Lega non intende votare esecutivi del Presidente (perché sarebbero governi tecnici), ma ha dato disponibilità a valutare modifiche alla legge elettorale: “Noi siamo disponibili”, ha detto Salvini, “a prendere l’attuale legge elettorale e a mettere un premio di maggioranza che garantisca a chi prende un voto in più di governare, non vogliamo perdere due anni di tempo, l’unica modifica possibile è prendere questa legge elettorale aggiungendoci due righe sul premio di maggioranza”.

Intanto alle 15.30, nella sede del partito, in largo del Nazareno, comincia la direzione del Pd, che dovrà decidere se confermare o meno la fiducia al reggente Maurizio Martina e quale linea tenere in vista della formazione del nuovo governo. Dopo uno scontro frontale tra renziani (che chiedevano di evitare la “conta” per non spaccare ulteriormente il partito) e non-renziani (che ijnvece vogliono verificare se Renzi ha ancora la maggioranza) a quanto pare oggi si dovrebbe accantonare ufficialmente l’ipotesi di dialogo con i pentastellati (anche perché Di Maio ha già chiuso il “forno”).

I 5 Stelle, dal canto loro, confermano l’intenzione di andare al voto. “Sono rimasto fino a ieri sera a parlare con tanti nostri senatori e nostri deputati e non ho visto nessun tipo di malumore sulla richiesta di Di Maio di tornare al voto”. Così Danilo Toninelli, capogruppo M5S al Senato, ai microfoni di 6 su Radio 1. “Abbiamo cercato di fare una cosa rivoluzionaria – prosegue – dar vita a un governo che avesse ben indicato cosa dovesse fare. Parlo del contratto di governo, e dall’altra parte abbiamo avuto i soliti vecchi partiti sabotatori del cambiamento che invece hanno ragionato con logiche personali di convenienza e hanno fatto buttare via all’Italia e al presidente della Repubblica ben 60 giorni”.
“Dopo 60 giorni di tentativi per fare un governo in cui noi c’eravamo come unica forza politica a fare proposte -sottolinea Toninelli – abbiamo trovato la Lega di Salvini che ha mantenuto l’abbraccio a Berlusconi e non ha voluto abbracciare gli italiani e il cambiamento, dall’altra parte un Pd che è ancora rovinato e tenuto in mano da un Renzi che detta la linea andando in Tv. Siamo alla follia più totale”. ­
Da qui il rifiuto di appoggiare un esecutivo del Presidente: “Sedermi a un tavolo per un eventuale governo di transizione chiesto da Mattarella? Per fare cosa? Abbiamo 10 milioni di persone in seria difficoltà economica -sottolinea Toninelli – e noi dovremmo dire a queste persone che ci hanno votato, che vedono in noi l’ultima speranza rimasta, di fare un anno, un anno e mezzo, di governo che bivacca e non fa nulla, solo per far sembrare che ci sia stabilità?“.

Insomma, con l’ennesimo cambio di programma, i grillini non si presentano più come forza di governo ma puntano al voto subito per rispolverare gli slogan anti-sistema.
Il Pd, a dir poco spaccato, non fa testo: al massimo Renzi si metterà d’accordo con Berlusconi per sostenere un governo tecnico, ma comunque prima delle prossime elezioni politiche l’ex segretario formerà un partito tutto suo.

Pertanto, l’unico in grado di sbloccare l’impasse che va avanti da 60 giorni è il capo dello Stato, che a questo punto ha la strada spianata per rifilare agli italiani un governo tecnico in stile Monti. Ecco perché è molto difficile che conceda un altro giro di consultazioni ai partiti. Anzi, ora che i 5 Stelle chiedono di tornare a votare, è ancora più facile per Mattarella bypassare i partiti, in nome della governabilità. Resta da capire soltanto quale figura “terza” sarà incaricata. Ma, ormai, è il problema minore. Le urgenze in materia di politica economica – Def in primis – legittimeranno qualsiasi misura “lacrime e sangue” in ossequio ai diktat dell’Ue, dei mercati e degli alleati militari dell’Italia, che ci chiedono stabilità. Alla faccia dello strumento democratico delle elezioni e del mandato elettorale.

Adolfo Spezzaferro

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Commenti

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3 Commenti

  1. …i renziani non vogliono la conta..intanto, però, si sono contati…
    ….i 5 seghe vogliono andare al governo non tenendo conto degli interessi dei possibili alleati, ma vedendo solo i ”loro” interessi..
    hanno perso una valanga di voti e per recuperare cercano di ritirar fuori la manfrina della ”rivoluzione” che, detta dal ‘tonno-nelli, da centri-asociali, fa solo barzelletta…il partito del comico è un allevamento di buffoni…

  2. Non vi saranno più elezioni ma ci sarâ un governo tecnico tanto caro all ‘Europa e incluso ai 5stelle che si vanteranno di piazzare li qualche nome.
    E cosí potremo chiudere quest’altra parentesi ridicola che è è stato il m5s ulteriore variante a sinistra funzionale al potere.

  3. “Salvini ha cambiato idea e si è piegato a lui solo per le poltrone” Ma il Di Maio fighettino crede di poter prendere tutti in giro?? Anche tutti del mo vi mento sanno che Salvini era alleato in partenza con Berlusconi!

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