Roma, 17 gen – Il video dell’arresto del terrorista Cesare Battisti pubblicato dal ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, già al centro delle polemiche perché la spettacolarizzazione della vicenda è stata ritenuta uno spot per il governo, in realtà sarebbe violerebbe anche le leggi in materia.

Ecco perché Cesare Placanica, presidente della Camera Penale di Roma, stamattina presenterà un esposto contro il Guardasigilli.

“Ci sono due norme che secondo noi sono state violate, una dice che è vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata di libertà personale – spiega l’avvocato – . Un’altra dice che nelle traduzioni bisogna adottare le adeguate cautele per tutelare l’arrestato rispetto al pubblico“.

Nella fattispecie, gli articoli violati sono il 114 del codice di procedura e il 42 bis dell’ordinamento penitenziario.

“Se un ministro della giustizia passa e vede un detenuto che sta per essere ripreso dalla telecamera, si leva la giacca e la mette sulla telecamere se vuole rispettare la legge. Stamattina presentiamo un esposto dicendo che ci sono state queste due violazioni di legge, poi chi è deputato a valutare valuterà”, annuncia Placanica.

A condannare la pubblicazione del video anche il Garante dei detenuti. Il filmato “pubblicato sulla rivista online ministeriale purtroppo si aggiunge a quel riferimento al ‘marcire’ che il ministro dell’Interno ha più volte espresso in suoi video”, rileva Mauro Palma, confidando che “si provvederà a rimuovere tali video“.

Il Garante poi mette in guardia rispetto a “frasi e immagini che puntano ad acquisire consenso attraverso un linguaggio estraneo a quello della Costituzione e finiscono per consolidare una cultura di disgregazione sociale e di tensione”. Tra le frasi ne cita una, “marcire in galera“, che il ministro Salvini ha ripetuto molte volte.

Nel dettaglio, il video pubblicato dal profilo Facebook del ministro della Giustizia, mostra le varie fasi dell’arrivo del terrorista comunista pluriomicida Cesare Battisti in Italia, comprese le procedure di fotosegnalamento effettuato negli uffici della Questura della Capitale e quelle relative alle impronte digitali.

Nessuno show, il video aveva il fine di dare un tributo alla polizia. Chi mi conosce sa che il mio è un lavoro che non ha un approccio teso a spettacolarizzare. Rispetto le critiche ma il video non aveva questo scopo”. E’ la replica del ministro Bonafede, che aggiunge: “Effettivamente la musica non è piaciuta neanche a me“.

Anche l’Unione delle Camere Penali, in una nota, ha definito il “comitato di accoglienza” dell’ex membro dei Proletari armati per il comunismo a Ciampino come “una pagina tra le più vergognose e grottesche della nostra storia repubblicana“, “un’occasione cinica e sguaiata, di autopromozione propagandistica”.

Sul video, davvero discutibile, peraltro c’è da dire che mostra i volti di agenti sotto copertura. E questo non è certo un tributo alla polizia.

Critiche ovviamente arrivano anche dall’opposizione. Durissima Mara Carfagna, deputata di Forza Italia e vicepresidente della Camera: “Questo video squalifica le istituzioni e il ruolo – delicatissimo – del ministro della Giustizia”.
Per Walter Verini, deputato Pd e componente della commissione Giustizia della Camera, “esibire qualunque persona – sia pure un pluricondannato all’ergastolo – come un trofeo di caccia è stato un comportamento vergognoso, da parte di persone che hanno giurato sulla Costituzione”.

Infine, la vicepresidente del Senato, la piddina Anna Rossomando, ha depositato un’interrogazione – firmata anche dal capogruppo Andrea Marcucci e da 28 senatori dem – in cui si chiede se gli stessi agenti penitenziari ripresi nel video non siano ora esposti a rischi per la loro sicurezza e incolumità“.

Ludovica Colli

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