Roma, 21 nov – Arriva il Cdm finora più importante del giovane governo Meloni, quello che definirà la manovra economica per il prossimo anno. La carne al fuoco, per ora, pare piuttosto “standard”. Ma vediamo come.

Il Cdm della manovra economica

Il Consiglio dei ministri di oggi è, per l’appunto, “il Cdm della manovra”. Come reso noto già alcuni giorni fa, l’ammontare complessivo si aggirerà dai 30 ai 32 miliardi di euro. L’Adnkronos ci riporta che, secondo le dichiarazioni ufficiali del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, essa riguarderà “famiglie e imprese, con particolare attenzione ai redditi bassi“, e ciò si traduce nell’applicazione dei temi discussi nel. vertice di maggioranza del 18 novembre scorso, ovvero: Quota 103 per le pensioni, flat tax estesa, stretta sul reddito di cittadinanza.

In particolare sulla flat tax, si va verso un’estensione di un’aliquota finora applicata a fasce piuttosto ristrette tra i lavoratori. L’obiettivo è che stavolta vi rientrino pure le partite Iva i lavoratori autonomi con ricavi fino a 85mila euro. Il credito d’imposta aumenta, insieme all’aumento delle aliquote sui profitti extra inerenti l’energia. Quanto alle pensioni si vira verso Quota 103 (62 anni più 41 di contributi). Infine, il reddito di cittadinza, che il governo ha intenzione di ridurre (anche se non eliminare): le verifiche riguarderebbero l’accertamento del domicilio in Italia anzitutto, considerate le numerose truffe verificatesi negli scorsi anni in cui addirittura persone residenti e domiciliate all’estero erano riuscite ad usufruirne.

Salvini: “C’è accordo su tutto”

Molto soddisfatto il leader della Lega e vicepremier Matteo Salvini, come riportato dall’Ansa, che così si esprime: “C’è assolutamente accordo su tutta la manovra, stiamo lavorando anche su altri dettagli. Se riuscissimo ad azzerare l’Iva sui beni di prima necessità e infanzia sarebbe un bel segnale”. Sull’Iva, in effetti, c’è un’ipotesi di azzeramento o riduzione sugli alimenti di prima necessità come il pane. Ma per quanto l’operazione sia vista con il favore sia di Lega che Forza Italia, il nodo è sempre lo stesso: i soldi. Quasi mezzo miliardo il corsto stimato, per un vantaggio che, per i singoli consumatori, è calcolato intorno ai 21 euro: pochino.

Alberto Celletti

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