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imageRoma, 23 ago – Partiamo da una conferma, l’ennesima: il fatto che gli attivisti di sinistra, gli antifascisti militanti, gli antagonisti dei centri sociali siano tutti figli di banchieri, notai e magistrati non è uno stereotipo. È la pura e semplice verità. Non è vero per tutti, certamente. Ma è vero molto spesso. L’ultima di una lunga tradizione è Veronica Padoan, figlia del ministro dell’Economia e attivista pro-migranti nelle campagne pugliesi. In quste ore ha fatto notizia la sua presenza accanto alla quindicina di attivisti e lavoratori africani che hanno manifestato davanti alla prefettura di Foggia in occasione della visita del ministro della Giustizia Andrea Orlando (un collega del papino ministro, quindi).



Si tratta di appartenenti alla rete “Campagna in lotta”, di cui Veronica Padoan è esponente illustre. “Se permettete, non dovrebbe essere importante chi sono, ma quello che dico”, dichiara la pasionaria ai media. Ma diciamolo chiaramente: fra quello che la ragazza dice e quello che la ragazza è non c’è alcuna contraddizione. Il mondialismo è esattamente questo: banchieri e centri sociali. Con una mano sfrutti gli immigrati, con agiti il megafono per denunciare lo sfruttamento, ma sempre in segreto accordo con il progetto di sfiguramento dell’Italia. Insomma, si tratta più che altro di differenze di sfumature: immigrazionismo hard, ovvero schiavismo alla luce del sole, o immigrazionismo soft, ovvero umanitarismo cosmopolita. Chissà che discussioni la sera a tavola, in famiglia. Speriamo che almeno gli avanzi li lascino agli italiani.

Adriano Scianca



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