Roma, 11 set – Sull’immigrazione Giorgia Meloni proferisce parole ambigue, come riporta l’Ansa, che fanno riflettere sulla situazione politica odierna anche sul fronte del centrodestra.

Immigrazione, per Meloni “serve un decreto flussi”

Le parole si pesano e non si ascoltano soltanto. E sull’immigrazione la Meloni fa una dichiarazione quasi passata sotto silenzio sui media mainstream, ma che il peso sembra averlo sul serio: “L’immigrazione va governata con il decreto flussi per far entrare le persone legalmente, come si fa in altri Paesi. Non alimentare un sistema illegale che fa l’interesse degli scafisti”. Insomma, legalizzare l’illegale – come dal Nazareno pontificano da sempre – è il primo concetto che si trae. Successivamente, il leader di FdI, “compensa” con un concetto tipicamente in contrasto con le leggende diffuse dal pensiero dominante: “Dicono che i migranti vogliono fare lavori che gli italiani non vogliono fare: non è vero, perché li fanno a condizioni che gli italiani non accettano. Per questo, cari compagni, l’immigrazione illegale fa gli interessi del grande capitale. Che brutta fine avete fatto. Se vuoi entrare in Italia, lo fai legalmente nel rispetto delle regole dello Stato italiano. La nostra visione è molto più umana della vostra”.

La sinistra lo dice da anni

La cosa più preoccupante è questa. Dopo aver lanciato messaggi su un complicatissimo blocco navale, la Meloni – in pratica – parla del suo opposto, perfino della sua nemesi, oseremmo dire. Perché il flusso per far entrare legalmente, almeno nella concezione di sinistra dell’espressione, altro non è se non la legalizzazione diretta di qualcosa che è illegale. Dal momento che la stragrande maggioranza delle persone presenti sui barconi non hanno alcun diritto a venire in Italia, come potremmo interpretarla in modo diverso? O si vuole fermare e ostacolare l’immigrazione clandestina, oppure non lo si vuole. Semplicemente. Ebbene, la Meloni con quella frase pare far suo un mantra che è sempre stato del Pd. Addirittura uno di quelli principali del Pd, che nella sostanza ha sempre suonato così: se è illegale, basta legalizzarlo. Innescando anche una sorta di competizione quando dice “siamo più umani della sinistra”. Le gare di sedicente “umanità”, non sembra portino esattamente bene. Vedremo come affronterà nelle prossime settimane il tema il leader di FdI. È indubbio che il pensiero espresso, nel complesso, sia contorto: se da un lato sembra quasi aprire a “sinistri pensieri”, dall’altro si rimarca lo sfruttamento e la disoccupazione che la clandestinità produce anche per i cittadini italiani.

Alberto Celletti

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4 Commenti

  1. Macchè decreto flussi.. per cambiare qualcosa in modo significativo e duraturo sull’immigrazione, per motivi anche legali.. servirebbe una modifica dei trattati(per alcuni dei quali potrebbe servire rivedere anche la posizione italiana nell’UE)…
    Trattati che gli stessi politici italiani hanno firmato, e per i quali prendono anche soldi… quindi non hanno nessuna intenzione di ridiscuterli. Poi l’immigrazione che crea dumping salariale oggi viene soprattutto dall’est europa.. chi viene da un paese nel quale lo stipendio medio è 100 o 200 euro al mese.. in alcuni settori.. può lavorare in Italia anche a prezzi più bassi e mandare i soldi a casa propria dove valgono di più.. creando disocupazione o povertà nelle classi più povere.. e di questi ne regolarizzano a vagonate.. questo è il vero rischio.. quasi tutti quelli che fingono di interessarsi a questo argomento, non lo dicono. Oppofinzione.

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