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Roma, 6 mag – “L’ipotesi di una didattica mista per la ripresa della scuola a settembre“, con lezioni in aula e didattica a distanza, “è solo una delle idee allo studio“, precisa il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, durante il question time alla Camera, in merito all’incognita della riapertura delle scuole dopo l’emergenza coronavirus che angoscia milioni di famiglie italiane. “Sono al vaglio altre soluzioni da parte del comitato” di esperti nominato dal ministero, fa presente la Azzolina, che terranno conto dell’età degli studenti, dello stato di salute dei vari edifici scolastici e delle specificità delle varie realtà territoriali. Il tutto sempre tenendo d’occhio il tasso dei contagi. “Obiettivo prioritario – assicura il ministro – è quello di garantire il rientro nelle classi alle migliori condizioni possibili“.

Lega all’attacco: “Basta annunci, parlate quando avete preso una decisione”

Parole che però non hanno convinto Rossano Sasso della Lega che, parlando anche a nome dei genitori e degli studenti, sottolinea che il governo giallofucsia non ha fatto altro che generare confusione: “Basta annunci, parlate quando avete preso una – e dico una – decisione“. Non devono più continuare a pagare i genitori lavoratori, e soprattutto le mamme. “Non ci vuole uno scienziato, non ci vuole la task force” per capire che se si continua con la didattica a distanza – obietta Sasso – i genitori dovranno trovare il modo di stare a casa con i figli tot giorni alla settimana per seguire la didattica a distanza. “Avete perso due mesi, ce ne sono altri quattro: fate ripartire i cantieri, mettete a norma le aule, garantite le distanze per i nostri bambini“, dice il deputato della Lega alla Azzolina.

Esame di Stato “in presenza”. Forse

Per quanto riguarda l’esame di maturità, “nonostante l’emergenza – promette la Azzolina – anche quest’anno sarà un esame serio, anche se sarà una prova diversa rispetto agli anni precedenti”. Il ministro spiega che l’esame di Stato “terrà conto delle esigenze di sicurezza e di salute che delle difficoltà di apprendimento degli studenti proprio a causa dell’emergenza non ancora conclusa”. La Azzolina quindi annuncia che “a brevissimo sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione, la cui sessione avrà inizio il 17 giugno con colloqui della durata massima di un’ora, in presenza, senza che sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. A tal fine stiamo lavorando a specifici protocolli insieme alle forze sociali”.

Ecco come si svolgerà la maturità

Nel dettaglio, l’esame di maturità sarà articolato così: “Discussione di un elaborato su discipline di indirizzo, discussione di un breve testo già studiato durante il quinto anno di lingua e letteratura italiana, analisi da parte del candidato del materiale scelto dalla commissione. La prova potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino a un massimo di 60 punti”. Per conseguire il diploma, ricorda il ministro, è necessario conseguire un voto di almeno 60 centesimi. Ma l’esame in presenza non è sicuro al 100 per cento, chiarisce la Azzolina. “Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità lo richiedano, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona”, annuncia.

Insomma, in attesa dell’ordinanza, il governo giallofucsia ancora non ha deciso neanche come si svolgerà l’esame di maturità. Figuriamoci quindi se per adesso è in grado di prendere una posizione netta e univoca su come sarà il prossimo anno scolastico,, a settembre. Il tutto – lo ricordiamo – mentre nel resto d’Europa gli studenti stanno già tornando in classe.

Adolfo Spezzaferro

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