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Innsbruck, nasce l'asse Italia-Austria-Germania per fermare gli sbarchi

by Adolfo Spezzaferro
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Innsbruck, 12 lug – A Innsbruck è nato l’asse dei volenterosi. Italia, Germania e Austria hanno stretto un accordo per la gestione dell’emergenza immigrazione e il rimpatrio dei clandestini. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini, il suo omologo tedesco Horst Seehofer e quello austriaco Herbert Kickl del governo guidato dal cancelliere Sebastian Kurz vogliono imprimere una svolta politica senza precedenti, che può determinare un mutamento radicale all’interno dell’Unione europea. La base dell’accordo prevede una maggiore cooperazione per il controllo delle frontiere esterne dell’Ue e per la riduzione degli sbarchi.
“Siamo disponibili – spiega Salvini – con gli amici tedeschi e con gli austriaci a ragionare anche di controlli della frontiere. L’obiettivo primario però è quello di ridurre gli sbarchi e di aumentare le espulsioni. Chiederò che ogni futuro accordo che l’Europa stipulerà con i paesi africani preveda anche accordi di riammissione ed espulsione dei troppi migranti presenti in Italia”.
“Abbiamo fatto tre passi avanti: l’obiettivo di Italia e Germania è avere meno clandestini“. In sintesi è questo il risultato del primo bilaterale tra Salvini e Seehofer, che si è tenuto 24 ore prima del vertice di Innsbruck, riassunto ieri in tarda serata dal leader della Lega.
Nello specifico, Berlino ha promesso di aiutare Roma su “frontiere esterne e soldi per l’Africa” con la garanzia di “suddividere i migranti che sbarcano nella Penisola” come conferma il vicepremier dopo l’incontro nel capoluogo tirolese durato circa due ore.
Altri obiettivi condivisi: “Ridurre gli sbarchi, meno morti, aumento dei controlli alle frontiere” e rivendicare “la positiva collaborazione per entrambi i governi e i popoli, per maggiore sicurezza e minore immigrazione nei nostri Paesi”.
Ma i due ministri della linea dura anti immmigrazione clandestina hanno discusso anche le nuove regole per le missioni navali europee. “Oggi tutti quelli che arrivano in Italia restano qui. Ma non sarà più così”, assicura Salvini, soddisfatto perché “invece del solito bilaterale franco-tedesco ne abbiamo avuto uno italo-tedesco”.
Infine il titolare del Viminale ha sottolineato l’intesa tra Roma e Berlino per affrontare l’emergenza sbarchi: “Ci troveremo ancora a luglio a Milano con Seehofer per parlare di numeri, di uomini, di tempi e di mezzi. Prima di accettare in Italia un solo immigrato, vogliamo che l’Europa, e su questo l’asse italo-tedesco si farà sentire, protegga le frontiere. Finalmente, usi uomini e mezzi per proteggere le frontiere esterne. Quando questo sarà realtà, discuteremo tutto il resto“.
“Chiederemo – anticipa il vicepremier – che la Libia venga dichiarata porto sicuro in modo che sia possibile il rimpatrio degli irregolari e siamo già al lavoro per cambiare le missioni navali europee. L’Italia non può accogliere tutti quelli che vengono salvati, il nostro obiettivo è avere un saldo positivo, almeno un migrante in meno da mantenere”.
Certo, al vertice di oggi non decide Seehofer, ma la cancelliera Angela Merkel, che però non può non tenere conto della posizione del suo ministro, visto l’equilibrio precario del suo governo. D’altro canto, anche Salvini sul fronte immigrazione deve gestire i suoi alleati, con il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro della Difesa Elisabetta Trenta su posizioni opposte rispetto alle sue. Alle parole della Trenta che ha definito la parola “accoglienza” “bella”, ha risposto proprio il leader della Lega da Innsbruck: “No, non demonizzo nessuno. Sono orgoglioso del fatto che quest’anno, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, ci siano meno partenze, meno sbarchi e meno morti. Questo dicono i numeri, il resto è fantasia” .
Come a dire, “parlate pure, i fatti li faccio io”. Staremo a vedere. Già il vertice di oggi sarà la cartina al tornasole di quanta voce in capitolo ha davvero guadagnato l’Italia con la linea dura anti-immigrazione.
Adolfo Spezzaferro

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