Roma, 12 lug – “Oggi è una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no”. Così il vicepremier e ministro per il Lavoro e per lo Sviluppo economico Luigi Di Maio a Unomattina sul taglio dei vitalizi in programma oggi alla Camera. “È un principio di giustizia”, ha sottolineato, aggiungendo: “Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati”.
“Oggi è un giorno importantissimo per tutti i cittadini di questo Paese e, lasciatemelo dire con un po’ di orgoglio, anche per il MoVimento 5 Stelle – ha poi ribadito Di Maio su Facebook – È un giorno di festa: finalmente vengono aboliti i vitalizi! Bye bye vitalizi!“. “Invito tutti a fare una cosa semplice – ha aggiunto il vicepremier -: postate sui social un video o una foto dove fate ‘ciao ciao’ con la mano per salutare il privilegio che se ne va usando l’hashtag #ByeByeVitalizi. Prendiamoci questa piccola rivincita. La prima di tante che ci aspettano”.

I numeri per approvare la delibera del presidente della Camera Roberto Fico sul taglio dei vitalizi a quanto pare ci sono. Le forze di governo – Lega e M5S – hanno una buona maggioranza con sette componenti pentastellati e tre del Carroccio. Per un totale di dieci su 18. Tre esponenti per Forza Italia e due per Fratelli d’Italia (che si dovrebbero opporre), uno a testa per Liberi e Uguali e Noi con l’Italia. C’è poi Ettore Rosato, del Pd, che ieri ha fatto sapere che voterà a favore della delibera. L’Ufficio di presidenza della Camera quindi oggi – nonostante le voci dei giorni scorsi di una possibile astensione dei deputati leghisti – darà il via libera al provvedimento, con buona pace degli ex parlamentari che hanno annunciato class action e ricorsi, anche ad personam.

Al di là dell’enfasi e dei toni celebrativi, resta lo scoglio Senato, dove è tutto ancora a “carissimo amico”: non è stata neanche convocata l’audizione del presidente dell’Inps Boeri nè ha ancora ricevuto il parere da parte del Consiglio di Stato. In sostanza, a Palazzo Madama è tutto fermo e alla fine non è affatto scontato che il presidente del Senato, la forzista Maria Elisabetta Alberti Casellati, si adeguerà alla linea di Montecitorio. A quel punto si aprirebbero due regimi diversi nei due rami del Parlamento. Uno scenario che darebbe il via a una serie infinita di ricorsi.

Tornando agli annunci del leader del M5S, sempre a Unomattina ha anticipato una sforbiciata per le pensioni “anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza”. “L’obiettivo è quello di tagliare le pensioni d’oro per ridare alle minime”, ha spiegato il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, sottolineando che il provvedimento è già pronto e arriverà subito dopo il taglio dei vitalizi.

Adolfo Spezzaferro

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