Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 20 lug – Dall’Inps arriva lo spot pro immigrati. “Abbiamo calcolato che sin qui gli immigrati ci hanno regalato circa un punto di Pil di contributi sociali a fronte dei quali non sono state loro erogate delle pensioni”, ha dichiarato Tito Boeri, presidente dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, in un’audizione alla commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema di accoglienza dei migranti. Secondo Boeri l’Italia dovrebbe prevedere una maggiore integrazione per “migliorare la percezione che gli italiani hanno degli immigrati”. Ma soprattutto per il presidente dell’Inps servono sempre più immigrati. “Proprio mentre aumenta tra la popolazione autoctona la percezione di un numero eccessivo di immigrati” – ha dichiarato Boeri – abbiamo sempre più bisogno di migranti che contribuiscano al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale”. Certo perché la protezione sociale sono gli immigrati ad assicurarla, non i lavoratori italiani che da anni pagano tasse e contribuiti.

Boeri ha poi specificato che, secondo il suo studio, gli immigrati che arrivano in Italia sono giovani, lontani dall’età della pensione, con l’80% dei nuovi permessi di soggiorno che è concesso a stranieri con meno di 35 anni quindi è superfluo pensare di attivare politiche governative che incentivino le coppie italiane a fare figli, tanto ci sono gli immigrati che ne prenderanno il posto. “Non sono i bonus temporanei a cambiare la propensione degli italiani a riprodursi” dice Boeri, aggiungendo che “il contributo degli immigrati regolari al sistema previdenziale italiano rimarrebbe fondamentale anche nel caso in cui venissero introdotte delle politiche efficaci per l’aumento del tasso di fecondità delle donne italiane.. e in ogni caso un aumento del numero di bambini italiani avrebbe effetto sul sistema pensionistico solo nel lungo periodo perché sarebbe necessario aspettare che i neonati raggiungano l’età per lavorare e per poter contribuire attivamente al sistema previdenziale”. Quindi perché aspettare che gli italiani facciano figli, che poi dovrebbero crescere prima di intraprendere un lavoro, quando ci sono già a disposizione migliaia di immigrati pronti a lavorare qui ed ora.

Un incredibile sponsor finalizzato alla sostituzione di popolo che Boeri rilancia ancora di più: “Sembra difficile perciò – dice il presidente dell’Inps- ipotizzare che la fuga dei giovani del nostro Paese possa essere dovuta alla competizione sul mercato del lavoro con gli immigrati”. Certo, perché non crederete che l’abbattimento dei salari spinga un lavoratore italiano a cambiare Nazione? Non penserete forse che non trovando lavoro a causa di stranieri che lo occupano qualcuno sia costretto ad andarsene all’estero? Non avrete poi la bislacca idea che, al contrario di quanto sostenuto da Boeri, serva eccome un reddito nazionale di natalità per dare la possibilità alle giovani coppie italiane di procreare e far crescere serenamente i propri figli? Non avrete poi l’ardire di credere che l’Italia necessiti di politiche economiche finalizzate a far crescere il numero di posti di lavoro per i propri cittadini? Ma no, basta sostituire il popolo italiano con gli immigrati. Parola di Tito Boeri.

Eugenio Palazzini

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta