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Roma, 27 set – Tornano lo spread a orologeria e la paura dei mercati pilotata: Italia nel mirino e Piazza Affari peggiore in Europa. Nel giorno decisivo per la presentazione della Nota di aggiornamento del Def, nel giorno in cui la maggioranza ingaggia un braccio di ferro con il ministro dell’Economia Giovanni Tria sullo sforamento del rapporto deficit/Pil, l’apparato speculativo anti-italiano si è già messo in moto. E certi media già lanciano l’allarme, in coro con la Bce, che lancia strali contro il governo giallo-verde, colpevole di voler creare instabilità nell’eurozona.
La Banca centrale europea imputa allo scontro sul deficit tra Lega e M5S da una parte e il ministro del Tesoro dall’altra l’aumento dello spread: “I differenziali sui titoli di Stato hanno mostrato un certo livello di volatilità, in un contesto caratterizzato dal perdurare dell’incertezza politica in Italia“. Nel suo ultimo bollettino economico, l’Eurotower sottolinea che “i differenziali delle obbligazioni sovrane italiane sono cresciuti in un contesto di rinnovate tensioni sul mercato” e che anche i bond di altri Paesi ne hanno risentito, “sebbene con intensità variabile”.
Guai a toccare l’asticella del deficit, avverte la Bce (tanto per cambiare): “Nel caso dei Paesi con elevati livelli di debito, ulteriori sforzi di risanamento sono indispensabili per imprimere all’incidenza del debito una solida dinamica discendente, poiché il forte indebitamento rende tali Stati particolarmente vulnerabili a fronte di futuri casi di rallentamento economico o di nuovi episodi di instabilità nei mercati finanziari”.
Intanto, lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi sfiora i 250 punti a quota 249,7, contro i 230 punti della chiusura di ieri. Il tasso del decennale sale al 2,986%, tornando vicino al 3%.
Sul fronte dei mercati, si registrano forti vendite in avvio di giornata su Piazza Affari. L’indice Ftse Mib perde l’1,73% a 21.270,91 punti.
Insomma, la speculazione finanziaria è in atto. Se Di Maio e Salvini dovessero poi spuntarla su Tria e il deficit salirà, allora di spread ne sentiremo parlare tutti i giorni.
Adolfo Spezzaferro

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