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Roma, 18 set – Ci sarebbe un’intesa tra governo e Vaticano per far approvare al più presto lo Ius Soli. A rivelarlo è la prima pagina di Repubblica di oggi, che afferma essere monsignor Rino Fisichella l’incaricato del Vaticano per convincere il ministro degli Esteri Angelino Alfano e quanti nel governo sono scettici sulla legge. Fisichella, famoso per le sue posizioni più vicine alla destra che non a quelle di Bergoglio, diventa così l’ambasciatore ufficiale della Santa Sede per far approvare una legge che distrugge definitivamente l’identità italiana.

Proprio il Vaticano, stato estero su territorio italiano, potrebbe rivelarsi l’alleato più prezioso di Gentiloni per l’approvazione dello Ius Soli. Perché a favore della legge, oltre a mons. Fisichella, c’è un lungo elenco di persone che il Vaticano sta schierando per convincere sulla bontà del regalare la cittadinanza italiana quasi a chiunque. Anche perché si sta premendo affinchè la legge venga approvata entro questa legislatura.

Quella sinistra che ha sempre invocato la non ingerenza del Vaticano negli affari di Stato, quando si trattava di legiferare su famiglia, omosessuali, procreazione e temi etici di varia natura, oggi si aggrappa disperatamente alla Chiesa per farsi aiutare a non naufragare.

Tra il ministro degli interni Minniti sembra esserci una buona intesa con il cardinal Gianfranco Ravasi, ministro della cultura del Vaticano. I due si sono confrontati ad Assisi proprio sul tema immigrazione e integrazione. Entrambi hanno sostenuto che accogliere è cosa complessa, che è necessario comprendere i problemi degli altri, allontanandosi dal ppulismo, e che non si deve fare un accumulo di genti. Ma insieme hanno ribadito che lo Ius Soli è necessario e urgente, e che non è collegato agli sbarchi.

In primissima linea tra i mezzi di informazione cattolici a favore dello Ius Soli c’è Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, che sta facendo una battaglia mediatica per approvare la legge e renderla appetibile agli italiani, che in realtà non la vogliono. Nemmeno tra i cattolici. Addirittura, nel numero in edicola ieri in prima pagina c’erano “Cento volti, cento storie di chi italiano non è ancora ufficialmente”: tutta gente intervistata negli ultimi mesi, nata in Italia o nel Paese da tempo, in attesa di diventare italiana. Uno spot strappalacrime a favore dello Ius Soli, accompagnato da un editoriale, altrettanto ricco di pathos, del direttore Marco Tarquinio che parla di una “prima pagina piena di facce pulite e vere”.

Infine ci si mette un altro cattolico di lungo corso: Romano Prodi, che lancia il suo ennesimo endorsement allo Ius Soli. Addirittura stringe i tempi e chiama a raccolta la sinistra tutta, affinché la legge venga approvata non entro la legislatura, ma subito dopo la Finanziaria.

Anna Pedri

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