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Roma, 2 ago – Un premio ai rifugiati che hanno pulito gratis i giardini della città. Perché visto che le capre che avrebbero dovuto brucare l’erba di Roma non hanno avuto successo la giunta Capitolina ha pensato di dare ai rifugiati il compito di fare manutenzione. E il sindaco Virginia Raggi è rimasta così contenta che ha deciso di premiarli con un diploma da giardiniere.
In tutto sono 28 i richiedenti asilo, tutti tra i 18 e i 26 anni, in gran parte provenienti dall’Africa Subsahariana, che per tre mesi hanno lavorato per tre giorni a settimana insieme al servizio giardini per ripulire e mettere in ordine giardini e aree verdi di 4 Municipi della Capitale.
Giubilante la Raggi, che nel consegnare l’attestato di partecipazione al progetto copromosso dall’amministrazione capitolina insieme alla Croce Rossa ha dichiarato: “Grazie a tutti gli attori che hanno permesso di realizzare questo progetto di inclusione sociale che consente di ricucire un rapporto civile e sociale tra queste persone che di fatto vivono nella nostra città e i cittadini romani. È uno scambio positivo, un’opportunità per tutti. I richiedenti possono impiegare il loro tempo per attività di pubblica utilità offrendo volontariamente un servizio prezioso per la città”. Certo, pagare manodopera italiana per questo servizio probabilmente le pareva brutto.
Quella che ha coinvolto questi 28 richiedenti asilo è solo la prima fase del progetto. A breve partirà il secondo step, che prevede il coinvolgimento di altri richiedenti asilo per ripulire altri parchi e aree verdi della città. In totale sono circa 340 gli immigrati irregolari, in attesa di sapere se la domanda di asilo verrà accolta, che vengono impiegati in progetti da parte della giunta Raggi. Si tratta di vari percorsi di volontariato, che spaziano dalle attività di organizzazione delle feste di quartiere e delle giornate dedicate all’ambiente, fino a iniziative presso parrocchie, centri sociali anziani e scuole dell’infanzia. Il progetto del Campidoglio prevede che, oltre alla cura del verde, i richiedenti asilo potranno lavorare anche nelle biblioteche pubbliche. Per farlo però dovranno essere in possesso di titoli di studio conseguiti nei paesi di provenienza e avere conoscenze informatiche.
Anna Pedri



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4 Commenti

  1. Prima gli italiani, quelli veri poi nel caso i rfugiati che sarebbe meglio tenessero in ordine i nostri edifici e spazi sottatti alle famiglie italiane che ne hanno bisogno in lista d’attesa da anni.

  2. Alè tutti giardinieri, tra un po’ ne avrà un battaglione a disposizione così potrà risolvere anche il problema delle buche, le potrà riempire di fiori, un’altra genialata a gratis ci racconterà.

  3. Prove tecniche di schiavitu’.Sara’ impossibile per un giovane italiano fare il giardiniere o il netturbino quando ci sara’ tanta manodopera gratuita con la scusa dell’integrazione.

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