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Roma, 31 lug – Durante il consiglio regionale straordinario sulla sanità, subito dopo l’intervento del governatore Nicola Zingaretti, i consiglieri leghisti Laura Corrotti, Daniele Giannini e Orlando Tripodi, hanno esposto uno striscione con scritto “Parlateci di Bibbiano”. Uno striscione identico a quelli comparsi in tutta Italia due settimane fa, ovvero con la P rossa e la D verde. Inequivocabile dunque il riferimento alle iniziali del Partito Democratico. Rimosso quasi subito dai commessi, lo striscione (quando è stato esposto il segretario del Pd non era presente in aula) ha però scatenato una bagarre in consiglio. Il centrosinistra si è infuriato e quando hanno preso la parola i consiglieri della Lega, invece di replicare in qualche modo hanno abbandonato l’aula.

Zingaretti: “Hanno fatto bene ad abbandonare l’aula”

Zingaretti, rientrato pochi minuti dopo, ha difeso con veemenza il gesto dei suoi: “Vorrei mettere agli atti che bene hanno fatto consiglieri a uscire dall’aula, perché hanno denunciato l’impossibilità ad avere confronto quando ci sono pratiche di battaglia politica che ritengo inaccettabili. Io sono il presidente e non mi lascio scalfire da atteggiamenti di questo tipo e rimango – ha detto Zingaretti – ma reputo quanto accaduto gravissimo. Mi vengono in mente delle parole di Hannah Arendt quando denunciava in periodi difficili per le democrazie che non ci si confronta più tra idee diverse, ma si punta a demonizzare chi le idee le esprime. Io sono qui e se avete un canale diretto chiamate il vostro leader Salvini, che è atteso da circa un mese in Parlamento per parlare dei fondi russi: io non ho paura di riferire in Consiglio in quanto presidente di questa istituzione”. Eppure il confronto sul tema in questione a rifiutarlo sembrano essere proprio gli esponenti del Partito Democratico.

Alessandro Della Guglia

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