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Letta avverte Conte e Zingaretti: “Attenti a Renzi, non fate come me”

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 4 ott – Enrico Letta avverte Giuseppe Conte che ha poco da stare sereno. L’ex premier interviene a L’Aria che Tira su La7 rivolgendosi al premier e al segretario del Pd, Nicola Zingaretti a proposito della lettera che Matteo Renzi oggi ha pubblicato sul Corriere della Sera. “Voglio dare un consiglio non richiesto a Conte e a Zingaretti. È evidente che la lettera di Renzi è per dissotterrare l’ascia di guerra: ‘Io vi faccio ballare’. Penso che loro non debbano accettare questo gioco, non facciano come me”. E’ un chiaro riferimento a quando nel 2014 Renzi – dopo l’ormai tristemente famoso #Enricostaisereno lanciato in diretta tv – aveva sfiduciato Letta per sfilargli il posto a Palazzo Chigi.

Stavolta però Renzi, secondo l’ex premier, ha meno potere, perché “non è più al vertice del primo partito italano, che all’epoca era il Pd”. “Conte e Zingaretti – è convinto Letta – hanno il coltello dalla parte del manico. Non è possibile che una maggioranza vada avanti in un ‘Vietnam’ quotidiano. Facciano con Renzi un patto, nel momento in cui Renzi non lo rispetterà si vada al voto. Se si va avanti come oggi il governo non arriva a mangiare il panettone“.

La lettera di Renzi

Il leader di Italia Viva nella sua lettera al Corsera ha avvisato il governo giallofucsia soprattutto su un punto: l’aumento delle tasse: “Non è pensabile che per diminuire il cuneo si voglia aumentare l’Iva – scrive l’ex segretario del Pd -. Aumentare l’Iva per 7 miliardi in cambio di una riduzione del cuneo fiscale per 2,5 miliardi di euro non è un affare: è un autogol”. Ma la lettera a un certo punto diventa un messaggio proprio a Letta: “L’esperienza del governo guidato dall’onorevole Letta ricorda a tutti noi come aumentare l’Iva in un momento di stagnazione economica indebolisca profondamente i consumi: era l’ottobre del 2013 quando l’esecutivo decise l’ultimo aumento. E per mesi l’Italia ne ha pagato le conseguenze“.

Insomma, Letta si è sentito chiamato in causa e ha colto l’occasione per avvertire Conte e il Pd. E quando gli assicurano che Renzi ha detto che non vuole tornare al voto, lui replica: “Ah, quindi siamo sereni tutti…”, non senza una certa autoironia.

Adolfo Spezzaferro

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