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Roma, 22 giu – La notizia era nell’aria ma è diventato ufficiale lo scorso 18 giugno quando Facebook ha annunciato il lancio, presumibilmente nel 2020, di una valuta digitale chiamata Libra. Nelle intenzioni di Mark Zuckerberg questa moneta dovrebbe permettere a miliardi di persone in tutto il mondo di effettuare comuni transazioni finanziarie, in particolar modo è stata pensata per chi non ha accesso al sistema bancario tradizionale.

In realtà con più di due miliardi di utilizzatori mensili di Facebook è comprensibile come Libra sia vista dagli analisti non solo come un mezzo per far ripartire la profittabilità dell’azienda californiana, ma come un vero e proprio terremoto che potrebbe rivoluzionare il sistema bancario mondiale.

Cos’è Libra?

Letteralmente Libra sarà secondo Zuckerberg “una valuta globale e una infrastruttura finanziaria”, ovvero un bene digitale costruito da Facebook e potenziato da una tecnologia blockchain appositamente creata.

All’inizio servirà essenzialmente come strumento per trasferire denaro tra le persone, specialmente nelle parti più povere del mondo ma, almeno nei piani di Facebook, Libra mira ad essere usata nel prossimo futuro per pagare servizi online ed offline. La presenza di alcuni colossi come Uber, Paypal, Visa e Mastercard all’interno dell’ente che governerà il tutto lascia presagire proprio questa tipologia di utilizzo.

Non sarà infatti Facebook a gestire il progetto nel lungo termine bensì un apposito ente chiamato “Libra Association”, una associazione indipendente e no profit con sede in Svizzera formata da un nutrito gruppo di aziende che contribuiranno con un minimo di 10 milioni di dollari ognuna e tra cui troviamo oltre ai colossi citati sopra anche Spotify, Ebay e Lyft.

Come funzionerà Libra?

Una volta lanciata Libra, gli utenti dovranno scaricare l’applicazione Calibra, un portafoglio digitale che permetterà di scambiare o trasferire la criptovaluta usando il proprio telefono o qualsiasi altro dispositivo, e probabilmente sarà disponibile anche come funzione all’interno delle applicazioni Messenger e Whatsapp.

Per ogni transazione verrà applicata una piccola commissione che andrà a sostenere e rendere profittevole tutto il progetto, nel caso di compravendita di beni e servizi la commissione verrà trasferita al venditore che poi potrà decidere di assorbirla come costo o ritrasferirla al compratore attraverso una maggiorazione di prezzo.

Differenza con le altre criptovalute

La maggior parte delle attuali criptovalute, come Bitcoin o Ethereum, sono nate con l’idea di facilitare le transazioni finanziarie tra vari soggetti in modo completamente anonimo, puntando sulla tecnologia blockchain, ovvero una rete estesa e decentralizzata di banche dati che tiene conto di ogni movimento. Ma non essendoci un ente centrale che possa controllare tali valute, il loro valore viene determinato unicamente dalla domanda e dall’offerta, diventando di fatto uno strumento fortemente soggetto alle speculazioni finanziarie. Al contrario Libra ha come obiettivo quello di essere una valuta stabile, verrà governata a livello centrale dalla Libra Association, che oltre a mantenere la quotazione sotto controllo servirà anche da garante.

Come avviene per le valute tradizionali, dove le riserve in oro delle banche centrali hanno (o meglio: avevano) funzione di garanzia per la moneta circolante in un dato sistema economico, anche Libra sarà supportata da una riserva di beni reali ovvero un paniere composto da depositi bancari, titoli di stato a breve termine e da valute forti come euro e dollaro.

Le reazioni politiche

Nella presentazione ufficiale del progetto si è parlato della volontà del consorzio Libra Association di collaborare con i legislatori per non entrare in contrasto con le normative vigenti. La maggior parte degli analisti mentre considera un buon segno l’ingresso di Facebook nel mercato delle criptovalute in quanto capace di rivitalizzare un settore in palese difficoltà, è altrettanto convinta che gli ostacoli politici e legislativi potrebbero essere la principale causa di fallimento.

Dopo poche ore dall’annuncio il ministro delle Finanze francese Bruno Le Maire si è affrettato a dire che “Libra non potrà mai essere una valuta sovrana, è fuori questione, non può e non dovrà mai accadere”, mentre il governatore della banca centrale inglese Mark Carney, pur essendo possibilista ha dichiarato che il progetto Libra dovrà sottostare a rigidissimi standard normativi.

L’ostacolo della privacy

Il problema principale riguarda sicuramente la privacy, o meglio le problematiche che ha avuto nel recente passato Facebook e che non sono mai state definitivamente risolte.

La presenza nel progetto di Visa e Mastercad significa che sicuramente i legislatori di tutto il mondo si chiederanno come verranno custoditi e processati i dati di pagamento sensibili, e se tutto il sistema risponderà ai requisiti legali che vengono richiesti in tutto il mondo

La deputata americana Maxine Waters della Commissione per i Servizi Finanziari, ha già chiesto che il progetto venga fermato in attesa che il Congresso statunitense possa scrutinarlo con attenzione sostenendo che “Facebook possiede i dati sensibili di miliardi di persone ed ha già dimostrato ampie carenze nella loro gestione e protezione” e che con la creazione della criptovaluta l’azienda californiana “continua la sua incontrollata intrusione nella vita degli utenti”.

Non dimentichiamo che Facebook sta già affrontando un procedimento da parte della US Federal Trade Commission, l’organo di vigilanza americano sui diritti dei consumatori, che potrebbe portare ad una multa di 5 miliardi di dollari, in relazione allo scandalo dei dati usati da Cambridge Analytica.

Zuckerberg si è affrettato ad affermare che le transazioni finanziarie degli utenti saranno rigorosamente distinte dalla loro attività sui social media e che i loro profili Facebook non saranno in alcun modo influenzati dagli eventuali acquisti effettuati con Libra. Inoltre Libra userà gli stessi sistemi di verifica antifrode in uso dalle banche tradizionali e dai normali circuiti di pagamento, promettendo il completo rimborso in caso di truffe digitali o intrusioni non autorizzate nel portafoglio elettronico.

Questa affermazione non convince del tutto i critici, in quanto nei termini di servizio del portafoglio elettronico Calibra viene specificato che i dati potrebbero essere condivisi con Facebook per prevenire comportamenti criminali o in non meglio specificate “ulteriori limitate circostanze”, e con il consenso dell’utente per fornire una migliore servizio.

Quello che però più preoccupa sono le motivazioni recondite che spingono Facebook ad entrare nel mercato dei pagamenti. Se non sembra esserci nulla di male nel fornire uno strumento di pagamento a persone che non possono accedere al mercato bancario, occorre considerare quanto Libra potrà consolidare ed aumentare lo strapotere di Facebook e la sua influenza nella vita di tutti i giorni, come ha fatto notare Max Read del New York Magazine, “è molto facile decidere di non usare più Facebook quando lo usi per discutere di politica con i tuoi amici, molto più difficile non usarlo più quando è l’applicazione che usi per pagare l’affitto”.

Claudio Freschi

4 Commenti

  1. Nessun privato può garantire la stabilità di una valuta privata, persino gli stati si svenano quando devono garantirla (e a volte finisce male anche per loro, cfr cambi monetari fissati fra aree valutarie non ottimali).

    • Ti è sfuggita la parte principale, vi è un sottostante, un paniere di valute cui fa riferimento, dal White paper in quantità 1:1, depositato su conto bancario. I partecipanti hanno depositato 10milioni di USD a testa per aprire un nodo, soldi che ora giacciono su conto bancario. Saranno emessi tanti token quanti i denari depositati. La BCE non emette euro sulla base di quanti dollari o oro ha in deposito, ha il target dell’ inflazione, e tra l’ altro neanche si cura del tasso di cambio.

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