Roma, 14 ago – Colpo di genio o mossa della disperazione? Quello che è certo è che la proposta di Matteo Salvini, di votare il taglio dei parlamentari e andare subito al voto “congelando” la riforma istituzionale, ha spiazzato tutti. Ammesso che quanto sostenuto dal segretario leghista sia fattibile, finora l’unico risultato ottenuto è quello di aver irritato parecchio il Quirinale. Dopo giorni di religioso silenzio in attesa degli sviluppi della crisi, ieri Mattarella ha fatto trapelare la sua irritazione facendo sapere che il Colle è rimasto “sorpreso” dalle mosse di Matteo Salvini, accusato di “cambiare le carte in tavola”. 

“Scenario che non sta né in cielo, né in terra”

Secondo alcuni Mattarella avrebbe parlato di uno scenario che “non sta né in cielo, né in terra”, in riferimento all’ipotesi di votare prima la mozione di sfiducia a Conte e il giorno dopo il taglio dei parlamentari, che però resterebbe congelato e non varrebbe per il prossimo Parlamento ma per quello dopo ancora. Insomma per Mattarella quello di Salvini è un azzardo insostenibile e non sostenuto da alcuna grammatica istituzionale. Il che potrebbe legittimare il Capo dello Stato a cercare una maggioranza alternativa in Parlamento, ipotesi giorno dopo giorno sempre più possibile.

Tre giorni decisivi

Ad ogni modo la matassa inizierà a dipanarsi il 20 agosto, quando Conte andrà in Senato a fare le sue comunicazioni. Il 21 il presidente del Consiglio sarà invece alla Camera, mentre il 22 è stato calendarizzato il voto sul taglio dei parlamentari. Se le camere confermeranno la sfiducia al premier a quel punto l’iniziativa passerà al Quirinale e ai partiti decisi a formare una nuova maggioranza.

Di Maio: “Salvini è in un cul de sac”

Intanto anche Luigi Di Maio ha commentato l’iniziativa di Salvini: “Siamo alla mossa della disperazione: sentire Salvini dire non possiamo tagliare i parlamentari poi sentirlo cambiare idea li porta in un cul de sac perché se votano la sfiducia a Conte non si possono tagliare i parlamentari, se vogliono tagliare i parlamentari non possono votare la sfiducia a Conte”​. Lo dichiara il capo politico M5s, Luigi Di Maio, uscendo dall’Aula di Montecitorio, secondo il quale gli ormai ex alleati ​”stanno facendo un pasticcio istituzionale dal quale non usciranno facilmente”.

Davide Di Stefano

2 Commenti

  1. …”taglio dei parlamentari”..il “furbo” c’è cascato ..e da solo…la trappola neanche era prevista dai 5S (troppo macchinosa per dei “portavoce”), ma era solo stata studiata come forma di slogan, tipico del movimento..e lui si è incasinato con le sue mani..

  2. In un articolo precedente, in questo sito si affermava che ci sono dei precedenti, nel qual caso la proposta di Salvini non sarebbe per niente assurda. Come stanno le cose, IN REALTA’? Il mestiere del giornalista dovrebbe essere quello di chiarire le idee ai lettori, non di sollevare polveroni nei quali non si capisce nulla. Chi si occupa di una certa materia per mestiere ha modo di informarsi molto più e molto meglio di chi passa la giornata a svolgere altre mansioni. Suo dovere è poi passare le informazioni chiare e corrette a chi usufruisce dei suoi servizi.

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