Roma, 31 mag – L’Ue trova nella notte l’accordo sull’embargo al petrolio russo, come si apprende dall’Ansa. O meglio no. “Resistenza ungherese” piegata, si dice, ma forse anche solo rimandata. Insomma, chiamiamolo pure accordo, anche se di fatto non lo è. Vediamo i motivi.

Ue, sì all’embargo al petrolio russo, ma “a metà”

Il vertice Ue di ieri trova nella notte l’accordo sul petrolio russo. O meglio, fa finta di farlo. Si definisce “unità salvata”, ottenuta con un “trucchetto” per accontentare l’Ungheria di Viktor Orban e i paesi che non hanno sbocco sul mare. Cosa prevede l’accordo? Sostanzialmente, stop immediato al petrolio russo via mare, mentre si rinvia per quello trasportato attraverso l’oleodotto Druzhba.Saranno i funzionari Ue a dover analizzare questo punto “il prima possibile”. Si parla, per l’appunto, di “resistenze ungheresi piegate”, ma di piegato c’è ben poco, visto che la questione è solo rimandata, per quanto riguarda Budapest, come Bratislava e Praga. Tanto più che queste ultime hanno ottenuto che, in caso di ritorsioni di Mosca, saranno aiutate dagli altri Paesi membri.

Insomma, l’esenzione dura ancora, e su questo c’è poco da discutere, visto che l’embargo continua non essere totale, nonostante lo strano modo di presentare la notizia dell’Agenzia nazionale della stampa associata.”La strada pare tracciata”. Ma dove, ben non si capisce. Si era partiti sulla divisione riguardo le esensioni ungheresi e si è chiuso con quelle esenzioni, rinviandole e promettendo di ridiscuterle “il prima possibile”. Per di più dovendo ammettere poco dopo che il periodo di discussione “non si preannuncia breve”. Vabbè.

Ungheria non placata e questione ancora in piedi

Budapest e Praga accontentate, ma l’Ue “trova l’unità” senza trovarla, questa la sintesi del vertice e della sua rappresentazione sulla stampa italiana. Polonia e Germania si sono dette pronte a rinunciare alla loro quota di greggio a fine anno. Ma, per l’appunto, non lo fa Orban. Verso il quale viene garantita un’eccezione della quale “si discuterà il prima possibile”. Nel complesso, lo stop sarà comunque al 90% del petrolio russo. Ma la quota di minoranza è, in pratica, tutta dei “dissidenti”. Problema non risolto, ma facciamo finta che lo sia. Nella conclusione delle bozze del vertice si legge: “Il Consiglio tornerà a discutere di queste eccezioni il prima possibile”.

Stelio Fergola

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