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Roma 29 giu – Agli albori del Movimento 5 Stelle, le poche nozioni di Grillo sulla politica estera derivavano dal cognato iraniano (cosa che indispettiva non poco gli israeliani). Ovvio che la cosa non potesse funzionare, se il movimento voleva pensare in grande. A colmare il gap di presentabilità rispetto ai salotti buoni ci ha pensato Luigi Di Maio, il vero “ministro degli Esteri” dei pentastellati. Lui, che non manda a quel Paese nessuno, è l’uomo scelto per rappresentare le istanze oligarchiche nel M5S. Ce lo ricordiamo, il 22 aprile scorso, per esempio, invitato a un pranzo organizzato dall’Istituto Studi per la politica internazionale, l’ISPI di Milano. Un think tank, per capirci, che ha come presidente onorario l’ex capo dello Stato Giorgio Napolitano.

Nella foto sul sito dell’Ispi, alla sinistra di Di Maio c’è il professor Carlo Secchi, già rettore della Bocconi ma soprattutto presidente del ramo italiano della Trilateral Commission. Oltre ai pranzi con la Trilaterale, Di Maio ha anche in programma dei viaggi oltre Oceano e in Israele. Logico, quindi, che sia proprio lui a rassicurare i mercati sulle buone intenzioni del Movimento. Ieri mattina, il grillino è stato ospite dell’ambasciata reale dei Paesi Bassi insieme a ventotto rappresentanti dei Paesi membri dell’Ue.

Gli olandesi, presidenti di turno Ue e organizzatori della colazione, si sono dichiarati contenti della performance di Di Maio. Su cosa abbia detto il grillino agli esponenti della diplomazia europea filtrano solo pochissime informazioni. Una delle quali, tuttavia, riguarda una retromarcia del M5S sulla Ue. “All’inizio siamo stati troppo duri”, avrebbe detto Di Maio. Altro che il referendum per uscire dall’Euro che fino a poco tempo fa rappresentava la posizione ufficiale del Movimento. Ora, per carità, cambiare idea è lecito. E dialogare con tutti pure. Se però a certi dialoghi corrispondono certi cambi di posizione, il quadro coomincia ormai a essere chiaro.

Adriano Scianca

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2 Commenti

    • Ancora peggiore sarà, perciò, l’ambiguità di Di Maio. Si attendono risposte indispettite dei pentastellati, avanti cari, avanti!…

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