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Roma, 12 nov – Vertici separati o un semplice malinteso? E’ giallo sull’incontro a Palazzo Chigi sulla manovra. La riunione era in agenda e avrebbe dovuto tenersi alle 10. Nonostante fosse circolata la voce che nessun incontro fosse previsto, l’appuntamento c’era e fonti di governo sostengono che a far saltare la riunione sarebbero stati solo una serie di ritardi: da qui la decisione di riaggiornarsi al rientro del premier Giuseppe Conte da Palermo.
Questa la versione ufficiale. Ora cerchiamo di ricostruire la vicenda.
Il vicepremier Luigi Di Maio sarebbe arrivato a Palazzo Chigi prima delle 10, intrattenendosi con Conte. L’altro vicepremier, Matteo Salvini, nel frattempo, era impegnato alla cerimonia di apertura dell’Anno accademico della Scuola superiore di polizia.
Il ministro dell’Interno è arrivato a Palazzo Chigi quando Di Maio era già andato via, intercettato dai cronisti a Montecitorio. A quel punto, Salvini si sarebbe confrontato col premier – sempre su manovra e dossier Libia come precedentemente Di Maio – alla presenza del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti.
Il giallo è stato alimentato dalle notizie di agenzia che sono state diffuse stamattina. Ad aprire le danze, l’Ansa che parla di un “vertice in mattinata tra Conte e i vicepremier”. A sostenerlo sono “fonti di governo”. Notizia rilanciata anche dall’Agi.
Circa due ore dopo, l’Ansa dà notizia di Salvini che sta correndo a Palazzo Chigi per la riunione sulla manovra. Abbandonando la cerimonia di apertura dell’Anno accademico della Scuola superiore di Polizia, il vicepremier dichiara: “Devo lasciare questa riunione per andare a difendere come un pacchetto di mischia rugbistico quello che abbiamo messo in manovra”.
Poco dopo però esce un’agenzia secondo cui il ministro dell’Economia Giovanni Tria non sarà presente al vertice a tre sulla manovra. Notizia quanto meno curiosa, visto il ruolo del titolare del Tesoro in una riunione del genere.
Più tardi le agenzie battono la notizia che il vertice è ufficialmente iniziato.
Ma pochi minuti dopo arriva il colpo di scena: Di Maio non sta parcetipando al vertice – spiegano “fonti della Lega” all’agenzia Ansa – “con Conte e il vicepremier Matteo Salvini”.
“Non c’è alcun vertice”, sostengono a strettissimo giro fonti del M5S, smentendo di fatto quanto dichiarato dalle fonti leghiste.

Salvini poi esce dal vertice e dice: “Un incontro positivo”, servito per fare il punto “sulla Libia e la manovra, in vista dell’invio della lettera” domani a Bruxelles.
A questo punto interviene Rocco Casalino, portavoce del presidente del Consiglio: “Non c’è stato nessun vertice, non era previsto. C’è stato un fraintendimento. Di Maio era nel suo ufficio al terzo piano” della presidenza, quando Conte ha ricevuto Salvini e Giorgetti per una “riunione molto informale e rapida”. A chi gli domanda se ci sarà un vertice in vista dell’invio della lettera a Bruxelles, risponde: “No, ora partiamo per Palermo e domani siamo lì”.
Ma non finisce qui, infatti poco dopo l’Ansa batte la notizia che un “incontro informale” Conte l’ha tenuto anche con Di Maio, “per un aggiornamento sulla Libia e la manovra”. Le fonti sono quelle “di Palazzo Chigi”, secondo le quali un vertice di governo “si terrà appena il presidente del Consiglio tornerà da Palermo”.
Insomma, sembrerebbe che i due vicepremier siano ai ferri corti. E che Conte, ancora una volta, faccia da mediatore. Oppure è stato davvero un fraintendimento.
Per tornare alla giornata politica, a proposito delle osservazioni dell’Istat rese in audizione alla Camera sulla legge di Bilancio, Di Maio ha sottolineato: “Noi crediamo nella crescita che abbiamo individuato, quindi la nostra manovra di bilancio resta fedele agli obiettivi che si è data. E’ chiaro che non possiamo rispondere degli obiettivi della manovra fatta l’anno scorso dagli altri. Se si parla dell’ultimo trimestre si parla ancora degli effetti della legge di bilancio precedente”. “Stiamo cercando di invertire la rotta il prima possibile – ha aggiunto Di Maio – Condivido pienamente quello che ha detto il ministro Tria, che l’unico modo per rispettare tutti i parametri europei è fare una manovra suicida che poi porta alla recessione“.
Entro domani va inviata la lettera di chiarimenti sullo sforamento del deficit richiesta dall’Ue. Ebbene, secondo fonti di governo, il documento sarebbe già pronto e il governo – così come confermato da Di Maio – manterrà il punto difendendo i contenuti della manovra.
Meno male che almeno la lettera sarà una sola, senza possibilità di smentita tra Lega e M5S. In ogni caso questo governo spesso mostra gravi problemi di comunicazione, diciamo così.
Adolfo Spezzaferro



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