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Bruxelles, 28 set – Puntuale come una cambiale, a guastare il clima festoso del governo giallo-verde (con i 5 Stelle che ieri notte hanno festeggiato la Manovra del Popolo dal balcone di Palazzo Chigi – assenti ma non meno soddisfatti i leghisti), ci pensa il solito Pierre Moscovici, che minaccia sanzioni all’Italia per lo sforamento del deficit al 2,4%.
“Non abbiamo nessun interesse a una crisi tra la Commissione e l’Italia, nessuno ha interesse. L’Italia è un paese importante della zona euro. Ma non abbiamo nemmeno interesse a che l’Italia non rispetti le regole, perché il debito italiano resta esplosivo”. Così il commissario europeo agli Affari economici e monetari all’indomani dell’approvazione della Nota di aggiornamento del Def italiano. Intervistato dalla tv francese Bfm Tv, Moscovici ha aggiunto che “al momento sembra che si tratti di un bilancio fuori” dalle regole Ue. “Non mi pronuncio sul contenuto del bilancio italiano, quello che dico è che ci sono delle regole. Pacta sunt servanda – aggiunge il commissario Ue con tanto di citazione in latino, “I patti devono essere rispettati” – non sono regole stupide, sono regoli comuni per l’Italia, per la Francia e per tutta la zona euro. Se il debito pubblico aumenta creiamo una situazione instabile”.
Addirittura, nei confronti dell’Italia “sono possibili eventuali sanzioni” per il mancato rispetto delle norme di bilancio, “anche se io non sono nello spirito delle sanzioni”, precisa. Mettendo le mani avanti, come si suol dire, il commissario Ue comunque di fatto minaccia sanzioni.
Moscovici ha ricordato che il 15 ottobre, il bilancio italiano “arriverà nei nostri uffici che lo esamineranno e potremo rispondere: abbiamo tre possibilità la prima è quella di dire che va tutto bene, la seconda con cui possiamo chiedere delle correzioni e la terza è che non va bene per niente e quindi possiamo respingerlo. E’ una possibilità prevista dai trattati”.
Comuque, assicura il commisario Ue, “continueremo il dialogo con il presidente del Consiglio, con il ministro delle Finanze, serve rispettare le regole, non è per noi che l’Italia deve farlo ma per sé stessa. Sono convinto che non è nell’interesse dell’Italia andare avanti su un indebitamento ancora più grande. Perché alla fine sarà il popolo che pagherà il conto”. Moscovici ha aggiunto che “Il nostro dialogo con le autorità italiane comincerà da subito, da lunedi all’Eurogruppo e all’Ecofin, mi auguro che l’Italia sia capace di restare in questo spirito comune”.
“E’ interesse dell’Italia” evitare di aggiungere altro debito al suo bilancio – rincara la dose il commissario Ue – “perché ogni euro di debito significa un euro in meno per la scuola, per la giustizia sociale”. Infine Moscovici ha ricordato che il 2,4% di deficit previsto dalla Nota di aggiornamento al Def del governo italiano non “è paragonabile al 2,8% previsto dalla Francia, per due ragioni: la prima è che il debito francese continua a ridursi mentre quello italiano continua a crescere. Lo stesso vale per il deficit strutturale francese che cala, mentre quello italiano aumenta. Non sono cifre comparabili”.
In verità, Italia e Francia non sono state finora comparabili a livello Ue per un’altra ragione, che Moscovici si guarda bene dal citare: al governo francese (così come all’alleato tedesco) Bruxelles concede maggiore spazio di manovra in ragione di un maggiore peso politico. Ebbene, a questa Ue partigiana, dei “due pesi e due misure”, l’Italia fa bene a rispondere con uno sforamento del deficit. Anche perché eventuali rappresaglie da parte della Commissione Ue farebbero schizzare alle stelle i consensi per gli euroscettici e i sovranisti. E alle prossime europee chissà…
Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. E’ una vergogna che l’Italia per fare una legge di bilancio la deve fare “approvare” all’ estero e per di piu’ da una commissione di non eletti da nessuno.E il nostro stato sono anni che è in avanzo primario, e cioè prima del pagamento degli interessi sul debito pubblico lo stato italiano prende piu’ soldi dall’ economia di quanti ne immette impoverendo la popolazione.Cio’ è richiesto dalla finanza straniera che sfrutta il nostro lavoro per farsi pagare soldi prodotti a costo zero da una BCE privata e da banche private.

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