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Roma, 30 ott – Il governo gialloverde, a quanto pare, fa veramente qualcosa per rilanciare la natalità in Italia (e allo stesso tempo l’agricoltura). Una delle misure “per favorire la crescita demografica” contenute nella bozza definitiva della manovra è infatti quella dei terreni affidati in concessione gratuita per venti anni alle famiglie cui nasca il terzo figlio nel 2019, 2020 o 2021.

Si prevede anche la concessione di mutui fino a 200 mila euro a tasso zero alle famiglie che acquistino nelle vicinanze dei terreni la prima casa. A questa finalità andrà destinato il 50% dei terreni agricoli e a vocazione agricola di proprietà dello Stato non utilizzabili per altra finalità e il 50% delle aree abbandonate o incolte del Mezzogiorno.
Oltre ai terreni dello Stato, saranno assegnati gratuitamente la metà di quelli abbandonati di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia per i quali nel 2017 era partita una sperimentazione della valorizzazione, che comprendeva le aree agricole inattive da almeno dieci anni, i terreni di rimboschimento in cui non si erano registrati interventi negli ultimi 15 anni e anche le aree industriali, artigianali, e turistico-ricettive abbandonate da almeno 15 anni.
I terreni potranno andare anche a società di giovani imprenditori agricoli che riservano una quota del 30% alle famiglie col terzo figlio che arriva tra il 2019 e il 2021.
Previsto l’accesso prioritario ai benefici per favorire l’imprenditorialità in agricoltura e il ricambio generazionale (da mutui agevolati per gli investimenti fino a un milione e mezzo a contributi a fondo perduto).
Per sostenere i mutui prima casa a tasso zero (di 20 anni di durata) viene creato un apposito fondo al ministero delle Politiche agricole con 5 milioni per il 2019 e 15 milioni per il 2020. I ministeri dell’Agricoltura e della Famiglia dovranno definire “criteri e modalità” di attuazione della misura.
Una misura che davvero potrebbe rilanciare due delle tradizioni che più contraddistinguono da sempre l’Italia (da troppi anni a crescita zero): l’agricoltura e, soprattutto, la famiglia numerosa.
Adolfo Spezzaferro

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