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Roma, 25 mar – Alla fine Andrea Marcucci si piega a Enrico Letta e cede la poltrona di capogruppo Pd al Senato: al suo posto, Simona Malpezzi, attuale sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento. Il neosegretario dem aveva chiesto all’ex renziano di ferro di farsi da parte per fare largo alle donne, perché non coprono abbastanza ruoli apicali nel Pd. Dopo un iniziale braccio di ferro – con tanto di “battutona” di Letta: “Tra pisani e lucchesi si trova sempre l’intesa” – Marcucci ha ceduto, sottolineando che il suo dietrofront non risolve la questione della parità di genere nel Pd, vero “pallino” di Letta il “parigino”, rientrato in Italia per risollevare le sorti dei dem.



Malpezzi eletta all’unanimità capogruppo Pd al Senato

Stamattina dunque la Malpezzi è stata eletta all’unanimità capogruppo Pd al Senato durante l’assemblea dei senatori dem a Palazzo Madama. Immediato il commento di Letta su Twitter: “Simona Malpezzi è stata appena eletta capogruppo dei senatori Pd. Buon lavoro Simona! Grazie ad Andrea e a tutte le senatrici e i senatori del Pd. Al lavoro al servizio dell’Italia”. Intervenendo poi all’assemblea dem il segretario aggiunge: “Sono qui ad ascoltare, lo faro tante volte“. Eletto, sempre all’unanimità per alzata di mano, anche il nuovo ufficio di presidenza. Ecco i nomi: Alan Ferrari, vicepresidente vicario; Caterina Biti, vicepresidente; Franco Mirabelli, vicepresidente; Stefano Collina, tesoriere; Vincenzo D’Arienzo e Monica Cirinnà, segretari. Invitata permanente: Anna Rossomando, vicepresidente del Senato. Invitato: Andrea Marcucci, per transizione quale presidente uscente.

“Una donna con spirito gipsy”

La Malpezzi, 48 anni, milanese di Cernusco sul Naviglio, si definisce una donna “con spirito gipsy” (“un po’ zingara un po’ peones”, parafrasando Carlo Verdone). Ex insegnante è approdata al Pd grazie a Renzi. Sua ex fedelissima, non lo ha seguito con la scissione che ha dato vita a Italia Viva. Fa parte della corrente Base riformista (piena zeppa di ex renziani). La sua nomina era ampiamente prevedibile: infatti era stata la vice di Marcucci dall’inizio della legislatura fino al febbraio del 2020. E proprio l’ex capogruppo ha fortemente voluto che venisse eletta lei a guida dei senatori dem, pur non rinunciando alle critiche verso la mossa del segretario. “Con Letta sono stato molto franco – ha spiegato Marcucci – ho sollevato critiche sul metodo e ho detto che ci vuole coerenza. Voglio vedere per esempio i candidati sindaci del Pd nelle grandi città, mi auguro che anche lì si lavori per avere tante candidate“. Poi il senatore ha chiarito: “Non ho intenzione di lasciare il gruppo, né il partito, né di chiedere ruoli per me. Qualcuno anche di prestigio mi è stato offerto”.

Adolfo Spezzaferro



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