Roma, 29 ago – Elisabetta Trenta controfirma il divieto di sbarco per la Mare Jonio, la nave della Ong Mediterranea, al limite delle acque territoriali italiane con a bordo un centinaio di immigrati irregolari, lanciando però un attacco durissimo al ministro dell’Interno Matteo Salvini. “Ieri ho firmato l’ennesimo decreto interministeriale su divieto di sbarco perché tecnicamente, dal punto di vista militare, non vi erano ostacoli a ciò. Contemporaneamente credo però – spiega il ministro della Difesa in un post su Facebook – che il ministro dell’Interno, pur nell’ambito dei suoi poteri in materia di ordine e sicurezza pubblica come dettati dalla disciplina del decreto Sicurezza bis, non possa mai travalicare e azzerare il sacrosanto diritto di bambini, donne in gravidanza, ammalati o persone in difficoltà di essere soccorsi“.

“Il soccorso a donne e bambini è imposto dalla legge”

Per il ministro grillino, negli ultimi mesi spesso in rotta con il vicepremier Salvini, “il soccorso a queste persone diventa diritto di ingresso perché a fianco del decreto Sicurezza sono vigenti, per fortuna, norme internazionali e norme interne che lo impongono. Si tratta di principi sacrosanti che fanno parte della nostra cultura intrisa della tutela umanitaria e della salvaguardia dei diritti dell’uomo”, conclude la Trenta.


Il ministro della Difesa coglie l’occasione del divieto di sbarco alla nave vicina ai centri sociali per condannare la linea dei porti chiusi portata avanti in questi mesi da Salvini, lasciando intendere che con il governo M5S-Pd per le Ong i porti saranno spalancati. Per la grande gioia dei trafficanti di esseri umani e di chi si arricchisce con il business dell’immigrazione.

Ludovica Colli

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