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Roma, 5 apr – Il Pd resta all’opposizione, almeno a questo giro (di consultazioni). “L’esito elettorale negativo non ci consente di formulare ipotesi di governo che ci riguardano“. Così Maurizio Martina, segretario reggente del Pd, al termine del colloquio con Sergio Mattarella al Quirinale. “Noi possiamo essere utili all’Italia, un soggetto protagonista della nuova fase” pur dall’opposizione, assicura Martina.
“Noi – ha aggiunto – avvertiamo come certi atteggiamenti siano più figli di un secondo tempo della campagna elettorale che di una responsabilità nuova. Il tempo della campagna elettorale è finito e queste forze farebbero bene a tornare con i piedi per terra anche rispetto a soluzioni di governo”. Ecco, in queste parole si intravede una posizione non così lontana da quella di LeU. Ieri Pietro Grasso infatti ha confermato di poter trovare accordi con i 5 Stelle, a patto che il centrodestra resti fuori dai giochi.
I temi cari al Pd (e a chi gestisce il business degli immigrati) sono stati ribaditi anche oggi: “Povertà, stabilità conti, migranti e alleanze internazionali“.
Poi l’invito ai 5 Stelle: “Siamo pronti a estendere il Reddito di inclusione: si possono radoppiare le risorse piuttosto che vagheggiare soluzioni irrealistiche”. Nonché la proposta di un “assegno universale per le famiglie con figli”.
Ma è “il fenomeno migratorio nel quadrante Mediterraneo” il cavallo di battaglia del Pd. Per Martina “il lavoro fatto in questi anni va consolidato e sviluppato, non va fermato. Non servono strade propagandistiche, soluzioni inefficaci e magari controproducenti”.
Come corollario, preservare lo statu quo di nazione supina, che accoglie tutti gli immigrati a braccia aperte e rispetta i diktat Ue-Nato: “Confermare il quadro di alleanze internazionali che storicamente abbiamo interpretato come Paese. Dobbiamo confermare quelle alleanze, quel sistema di cooperazione e dobbiamo rilanciare il nostro impegno europeista. È un discrimine fondamentale”.
Parole, quelle di Martina, che non fanno che rafforzare la speranza di un governo 5 Stelle-Lega (come male minore) per tutti quei cittadini che non vogliono più vedere l’Italia umiliata e senza voce in capitolo.
Adolfo Spezzaferro

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