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Roma, 1 apr – “Soldi subito sui conti degli italiani, via la burocrazia“. E’ la richiesta di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi durante il vertice del governo giallofucsia con le opposizioni. “Vogliamo notizie certe su quando verrà accreditata la cassa integrazione e il contributo agli autonomi. I provvedimenti sono farraginosi e secondo le stime i soldi non arriveranno prima della metà di aprile. Non è possibile che la burocrazia sia l’unica cosa che in Italia esiste mentre tutto è fermo”, è la denuncia della leader di Fratelli d’Italia.



“Subito 1.000 euro sul conto di chi ne ha bisogno”

Questa nel dettaglio la richiesta della Meloni: “I soldi vanno messi ora sui conti correnti, chiediamo una data certa e tempestiva o ci aspettiamo che approviate la proposta di FdI per mettere 1.000 euro sul conto di chi ne ha bisogno subito“. Basta lungaggini, inaccettabili in questa fase dell’emergenza economica: “La burocrazia la buttiamo nel cestino. Diamo a chi lavora la libertà di fare, di intraprendere, di costruire. Non rompiamo le scatole a chi in questa fase emergenziale prova a restare in piedi: basta vincoli come gli Isa (gli indici di affidabilità fiscale, ndr), il tetto al contante o lo Stato guardone che ti entra nei conti correnti. Togliamo tutto e lanciamo un messaggio chiaro alle aziende. Lo Stato c’è e farà di tutto per darti una mano”. È questo quello che dovrebbe fare il governo secondo la leader di Fratelli d’Italia. “Perché altrimenti – avrebbe detto la Meloni al premier, secondo quanto riportano le agenzie di stampa – rischiamo la desertificazione del sistema produttivo e non lo possiamo permettere“.

“Togliere obbligo contrattazione sindacale per cassa integrazione”

Semplificare quindi il più possibile, per poter difendere subito famiglie e imprese. In tal senso, “l’obbligo di contrattazione sindacale per chi accede alla cassa integrazione va tolto in questa fase – aggiunge Meloni – e su questo Fratelli d’Italia ha presentato un apposito emendamento. Trovo assurdo che il governo lo abbia lasciato: oltre a essere un passaggio che fa perdere tempo è anche un modo per far arricchire i sindacati che ai lavoratori chiedono l’iscrizione o in alternativa il pagamento della pratica”.

L’attacco a Pd e M5S: “Basta insulti alle opposizioni. Condividere non è ‘zitto e vota'”

Nel corso dell’incontro a Palazzo Chigi, la Meloni ha anche accusato i 5 Stelle di “passare le giornate a insultare chi prova a dare una mano invece di fare proposte per aiutare gli italiani”. Stessa accusa rivolta anche ai dem: “Mentre il Pd accusa le opposizioni di irresponsabilità qualunque cosa dicano o propongano. La condivisione – ha detto – non è ‘zitto e vota’. E’ fare proposte e dire cosa non funziona”.

Salvini: “Troppe incertezze, attendiamo risposte. Anzi fatti”

Mancano mascherine e ossigeno, ci sono migliaia di persone in difficoltà nelle case di riposo, il sito dell’Inps per i 600 euro è in tilt, molte rate dei mutui sono incassate dalle banche, non c’è nessuna certezza sui tempi di erogazione della cassa integrazione, non ci sono aiuti per chi non riesce a pagare affitto e bollette, intanto il ministro dell’Interno liberalizza le ‘passeggiate condominiali’. Queste le preoccupazioni che la Lega ha portato al tavolo del governo. Troppe incertezze: attendiamo risposte, anzi fatti“. E’ invece il senso delle richieste fatte dal leader della Lega Matteo Salvini al tavolo di Palazzo Chigi, che si è concluso dopo circa tre ore e a cui hanno preso parte i rappresentanti delle opposizioni e – per il governo – oltre al premier, i ministri Roberto Gualtieri, Federico D’Incà, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro.

Adolfo Spezzaferro



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