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Roma, 22 set – Giorgia Meloni confuta la narrazione dem della vittoria alle regionali, visto che il centrosinistra ha perso le Marche – espugnate proprio grazie a un candidato meloniano – e conservato Toscana e Puglia in quello che numericamente è stato un pareggio con il centrodestra. Anzi, la leader di Fratelli d’Italia minimizza pure sul Pd primo partito, come sottolineato da un esultante e sorridente Nicola Zingaretti: solo FdI è cresciuto in tutte le ultime competizioni elettorali e in tutte le regioni dovei si è votato. E in ogni caso il centrodestra governa in 15 regioni su 5: il centrosinistra quindi ha poco da festeggiare.

“Sono molto contenta che grazie a FdI il centrodestra abbia strappato un’altra regione alla sinistra”

Sono molto contenta che grazie a Fratelli d’Italia il centrodestra abbia strappato un’altra regione, tra l’altro considerata una roccaforte, alla sinistra con Francesco Acquaroli alla guida della Regione Marche. Non era scontato e anche i dati di lista di Fratelli d’Italia sono obiettivamente ottimi”, così commenta l’esito delle regionali la Meloni al Giornale radio di Rai Radio1. E sul fatto che la Lega abbia fallito l’impresa di conquistare la Toscana e non abbia sfondato al sud, motivo per cui la leadership della coalizione da parte di Matteo Salvini possa essere in dubbio, la leader di FdI taglia corto: “E’ un tema che non mi ha mai appassionato. Il nostro interesse è che crescano tutti i partiti della coalizione. L’obiettivo finale è arrivare al governo della nazione. Non vogliamo crescere a scapito dei nostri alleati ma a scapito dei nostri avversari“.

Per la leader di FdI i No al referendum sono stati voti contro il M5S

La Meloni commenta anche l’esito del referendum, leggendo i No come voti contro i 5 Stelle: “La vittoria del sì era scontata anche perché la legge è passata con i voti fondamentali dei partiti di opposizione, primo fra tutti di Fratelli d’Italia. Il tentativo di politicizzazione del M5S per nascondere la debacle delle regionali è ridicolo. Semmai va ascritta al M5S l’altissima percentuale di No, perché nel merito gli italiani sono tutti favorevoli ma moltissimi hanno votato No solo perché volevano mandare a casa loro“.

“Governo rafforzato? Niente affatto, M5S ai minimi termini”

FdI è l’unico partito che è cresciuto in tutte le regioni al voto: siamo passati dal 6% al 19% nelle Marche, in Liguria raddoppiamo, in Toscana siamo al 14% dal 5%, in Puglia noi più la lista Fitto siamo al 20%”, fa presente la Meloni in un’intervista al Corriere della Sera. La leader di FdI (ormai numeri alla mano terzo partito, sopra il M5S) chiarisce che in gioco non v’era alcuna spallata al governo giallofucsia: “Io credo che sia stata fatta una narrazione fuori dalla realtà. In queste elezioni, su sei regioni al voto, quattro vedevano la ricandidatura di governatori uscenti. E tutti e quattro, anche per quello che è stato il fenomeno della gestione dell’emergenza Covid, sono stati riconfermati“. In ogni caso la Meloni non ci sta a confermare la lettura di un governo rafforzato dall’esito del voto: “Niente affatto! La maggioranza ha perso un’altra regione, il M5S si sta riducendo ai minimi termini, il loro vantaggio anche dove hanno vinto è sempre più ridotto. La sinistra ha giocato sulla paura di perdere la Toscana come aveva fatto con l’Emilia-Romagna per far passare come una vittoria l’essersi riconfermata in territori per loro roccaforti storiche. Un giochetto che dura poco però”, avverte la leader di FdI.

“Stiamo tornando al bipolarismo, con M5S lista civetta del Pd”

In realtà, conclude la Meloni, “questo voto ha reso ancora più chiaro che il sistema sta tornando ad uno schema bipolare, con il M5S sempre più debole, destinato a perdere ogni ruolo. Una specie di lista civetta del Pd”.

Adolfo Spezzaferro

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