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Roma, 29 giu – “Le mascherine non possono diventare un bavaglio“. Così Giorgia Meloni, sulla falsa riga dello slogan delle Mascherine tricolori, rilancia la manifestazione unitaria del centrodestra del 4 luglio a Roma. “Saremo responsabili e distanziati, stiano certi. Ma abbiamo assistito a ben altri assembramenti, dal 25 aprile alla piazza in ricordo di George Floyd fino all’inaugurazione del ponte di Genova”, intervistata da Repubblica, la leader di Fratelli d’Italia fa il punto sull’evento di sabato. E sottolinea che “le critiche vengono mosse, guarda caso, solo quando qualcuno manifesta contro il governo. Non si può usare una pandemia per far tacere chi protesta“. “Da qui al regime – avverte – il passo rischia di essere breve. Volevano ridurre le presenze a 1.800 persone in una piazza da 14mila mq. Ho alzato la voce e adesso, guardi un po’, la Prefettura ne consente 4.200”, fa presente la Meloni.

“Governo andrà sotto al Senato, deve andare a casa”

Per quanto riguarda il governo giallofucsia, contro cui il centrodestra scende di nuovo in piazza dopo il 2 giugno – “è trascorso un mese e le cose sono andate solo a peggiorare” -, la Meloni non ha dubbi: “Questo governo deve andare a casa per la sua fragilità politica, prima ancora che numerica. Sì, penso proprio che andranno sotto, al Senato“.

“Da Conte nessun documento con le proposte da discutere”

In merito a una possibile convocazione dell’opposizione a Palazzo Chigi, la Meloni sottolinea che “di quell’invito non c’è traccia. E sa perché? Perché abbiamo chiesto a Conte di mandarci, con l’invito, anche il documento con le proposte che dovremmo discutere. Documento che, a occhio, non esiste. E poi, perché ci voleva separati. Sono orgogliosa della compattezza delle forze del centrodestra che hanno risposto no, grazie”, risponde.

“Nuove elezioni unica strada. E Mattarella lo sa bene”

E per quanto riguarda i possibili scenari, la leader di FdI è sicura che “c’è solo una strada percorribile. E il presidente della Repubblica lo sa bene. Nessuna maggioranza coi numeri di questo Parlamento è in grado di affrontare con determinazione l’emergenza economica. La cosa più responsabile che si possa fare è indire nuove elezioni. Anche con la legge elettorale attuale”. E quando le chiedono se le andrebbe bene votare con lo stesso dispositivo anche dopo il taglio dei parlamentari, la Meloni ha una soluzione: “Abbiamo presentato una proposta di modifica minimale che consente di applicare l’attuale legge ai collegi esistenti. Si approva in un’ora. Tutto, purché non si torni al proporzionale inseguito da Pd e M5S che vorrebbero ritrascinarci nella palude della prima Repubblica, continuare a fare inciucioni e garantirsi la poltrona”.

Adolfo Spezzaferro

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