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Roma, 17 lug – Mentre Giuseppe Conte va a Bruxelles per affrontare la difficile trattativa sul Recovery fund nella due giorni del Consiglio Ue straordinario, il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri prepara il campo a un’eventuale richiesta del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità versione pandemia (soldi in prestito per le spese sanitarie). “Il governo – afferma l’esponente Pd – non ha mai escluso l’uso della nuova linea di credito del Mes“. Ecco fatto: il grillino Luigi Di Maio aveva appena ripetuto che il premier gli ha garantito che il Mes non verrà richiesto ed ecco che il titolare del Mef, in barba al “no” dei 5 Stelle al Fondo salva Stati, chiarisce che l’esecutivo non ha affatto chiuso alla possibilità di ricorrervi. Soprattutto in vista proprio della trattativa a Bruxelles, dove in tanti obiettano all’Italia – che vorrebbe che il Recovery fund partisse prima possibile – che intanto avrebbe potuto chiedere i soldi del Mes.

“E’ decisivo chiudere il negoziato al più presto”

In un’intervista al Corriere della Sera, Gualtieri in merito al vertice di Bruxelles afferma che “è decisivo chiudere il negoziato al più presto, se possibile già in questo Consiglio europeo. Io sono fiducioso“, aggiunge. Ma a detta del premier olandese Rutte o della cancelliera tedesca Merkel è altamente improbabile che entro domani si raggiunga una qualche intesa. In merito alle richieste dell’Italia e ai veti dei cosiddetti Paesi frugali, il titolare del Mef ripete la posizione ufficiale del premier: “Ci batteremo con forza”, “saremo molto determinati”. E conferma che sul fronte Recovery fund il governo giallofucsia è “da tempo al lavoro. Dopo il contributo della task force Colao e gli Stati generali, col Piano nazionale delle riforme abbiamo indicato le priorità del Recovery plan e lunedì verrà istituita la struttura incaricata di redigerlo – spiega -. L’Italia è tra i Paesi che sono partiti prima e il decreto Semplificazioni, che è legge dello Stato, è parte integrante del nostro progetto di rilancio”.

Ma per Berlino “la madre di tutte le riforme” è robetta

E proprio sul fronte delle riforme, al nostro Paese verranno richieste misure lacrime e sangue sulla falsa riga di quelle del governo Monti. Proprio in merito al dl Semplificazioni citato da Gualtieri, a sentire un consigliere della Merkel intervistato da Repubblica, la “madre di tutte le riforme” (come l’ha chiamata con i soliti toni roboanti Conte) è robetta. La Germania, i “frugali”, la Ue chiedono di più.

Adolfo Spezzaferro

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