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Roma, 16 nov – Niente condono fiscale, passa la linea dei 5 Stelle, che a loro volta rinunciano al carcere per gli evasori. “Scompare la dichiarazione integrativa, quindi sarà possibile regolarizzare solo il dichiarato“. Alla fine al vertice a Palazzo Chigi sul decreto fiscale – come riportano fonti del M5S e confermano fonti della Lega si è deciso per la cancellazione della dichiarazione integrativa.
La discussa misura fiscale, motivo di tensione tra 5 Stelle e leghisti, dunque scomparirà dal testo, annullando di fatto l’operazione di condono fiscale cardine del decreto tanto voluto dal Carroccio.
Nello stesso tempo, però, almeno per adesso non ci saranno inasprimenti per le norme che prevedono il carcere per gli evasori, come chiedevano i pentastellati. Anche se fonti del governo fanno sapere che la maggioranza sarebbe d’accordo per un futuro disegno di legge ad hoc.
Il premier Giuseppe Conte per fare il punto sulle misure fiscali aveva convocato un vertice alla 20.30, presenti i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, quello della Giustizia Alfonso Bonafede e quello per i rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro (assieme ai sottosegretari al Mef Castelli, Garavaglia, e Bitonci).
Altra novità: la Guardia di Finanza potrà accedere direttamente alla banca dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari senza dover più chiedere autorizzazioni alla magistratura. I finanzieri potranno monitorare i grandi evasori in qualsiasi momento, transazione per transazione. Al decreto fiscale ci sarà anche un ulteriore emendamento, “per evitare la tassa sui metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari“.
Fonti della Lega spiegano che tra le modifiche concordate c’è la possibilità di correggere gli errori formali nelle dichiarazioni dei redditi con 200 euro per ogni anno. Restano tutte le misure della pace fiscale, come la possibilità di spalmare in cinque anni il debito e la possibilità di uscire da ogni grado di giudizio del processo tributario pagando una piccola percentuale commisurata alla vittoria nei vari gradi di giudizio.
Previste, poi, la detassazione delle sigarette elettroniche, la tassazione dei money transfer pari all’1,5% la reintroduzione del bonus bebè. Il ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana parla di un finanziamento da 444 milioni per rinnovare il contributo alla natalità, in scadenza a fine anno. Prevista anche una maggiorazione dell’assegno del 20% per ogni figlio successivo al primo.
Infine, sono state sbloccate le procedure per consentire alle Regioni di recuperare le spese versate alle case farmaceutiche che eccedono il budget prestabilito.
Menzione a parte, invece, merita la tassa sulle bevande analcoliche e i succhi di frutta, che divide la maggioranza. Nel mirino finiscono i soft drink e le bibite con più cinque grammi di zucchero ogni dieci centilitri. Ribattezzata la “sugar tax” sulla Coca Cola la misura è contenuta in un emendamento alla legge di Bilancio, primo firmatario Carla Ruocco (M5S).
Il gettito dell’imposta sulle bibite andrebbe a finanziare l’esenzione dall’Irap per le partite Iva fino a 100 mila euro. Ma gli incassi della nuova tassa li rivendica anche il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti per destinarli a università e ricerca.
Dal canto suo, Assobibe, l’associazione dei produttori di bevande, attacca il governo e critica “un approccio che penalizza i consumatori, con inevitabili riflessi su occupazione e investimenti”.
Adolfo Spezzaferro



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1 commento

  1. Ottima la tassa sul money transfer; l’1.5% di tassazione riguarda ben 4.5 miliardi di euro annui che vanno all’ estero, generati spesso in nero come ad esempio l’immigrato che serve la benzina di notte o il giardiniere extracomunitario che in coppia chiedono anche 500 euro in nero per un giorno di lavoro.E possono trasferire fino a 1999 euro al giorno senza dichiarazione specifica!!
    Sulla novità che la Guardia di Finanza potrà accedere direttamente alla banca dati dell’anagrafe dei rapporti finanziari senza autorizzazioni della magistratura è una buona cosa se colpiscono tutti, politici e banchieri compresi.Andranno comunque evitati abusi come un finanziere che controlla le spese del vicino con cui ha litigato altrimenti andiamo in uno stato di polizia.
    Per quanto riguarda la galera agli evasori prima bisogna mandarci i banchieri che fanno sottoscrivere titoli spazzatura conoscendone la natura rovinando la gente.Inoltre prima di mandare in galera chiunque evade le tasse vanno diminuite perchè oggi in Italia, compresi i contributi pensionistici per un dipendente con busta paga siamo a circa il 70% del reddito lordo che viene levato se comprendiamo anche le imposte indirette come le accise sulla benzina, l’ IVA su ogni acquisto, IMU,TASI, etc.E’ stato calcolato che pagava meno tasse lo schiavo nell’ antica Roma ! Lo stesso Sant. Agostino diceva che le imposte devono essere giuste e non una usurpazione del principe ai diritti dei sudditi.Se poi queste tasse elevate servono allo stato per pagare interessi e rimborso di capitale su denaro che prima creava lo stato ma che oggi, dopo le famose privatizzazioni(bankitalia compresa oggi privata al 95%), viene creato a costo zero da entità private come BCE o banche private allora la cosa è scandalosa

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