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Roma, 20 lug – Oggi è il tax day, alla faccia della crisi economica scatenata dal lockdown. Con il mancato rinvio delle scadenze fiscali, il governo giallofucsia rischia di mettere in ginocchio le imprese già fiaccate dalla crisi di liquidità innescata dal coronavirus. A lanciare l’allarme è Confcommercio: “Con la crisi di fatturato e liquidità in atto il governo dovrebbe prorogare le scadenze“. Dal canto suo, il ministero dell’Economia però conferma la linea dura: con un rinvio si sarebbe rischiato un “grande ingorgo fiscale” a settembre, si giustifica il viceministro dem Antonio Misiani.

Misiani: “Spostare i versamenti a settembre creerebbe un ingorgo fiscale”

Strumentalizzare politicamente la questione dei versamenti dovuti il 20 luglio e fare passare il governo come nemico dei contribuenti è assurdo, se pensiamo a quanto è stato deciso in questi mesi”. si straccia le vesti Misiani su Facebook, spiegando che “spostare anche i versamenti di giugno (già prorogati al 20 luglio) a settembre creerebbe un grande ingorgo fiscale, in un periodo nel quale tra l’altro i dati puntuali dei versamenti sono necessari per la stesura dei documenti di programmazione economica e finanziaria del governo”.

Il viceministro attacca le partite Iva: “Non stanno peggio degli altri”

Intervistato dalla Stampa, il viceministro è duro nei confronti delle partite Iva: “In questo Paese bisogna anche iniziare a dire che le imposte vanno pagate perché servono a finanziare i servizi essenziali. E non credo che le partite Iva stiano peggio degli altri. Abbiamo già concesso rinvii, aiuti e sgravi, dunque presentarci come arcigni nemici dei contribuenti è una caricatura. Ed è chiaramente strumentale da parte delle opposizioni”, sostiene Misiani.

Commercialisti sul piede di guerra: “Governo si sta esponendo a magra figura”

A complicare il quadro del tax day è la minaccia di sciopero da parte delle associazioni di categoria dei commercialisti. Con un comunicato congiunto il Consiglio nazionale e tutte le sigle sindacali dei commercialisti (Adc, Aidc,Anc, Andoc, Fiddoc, Sic, Unagraco, Ungdec, Unico) sottolineano la drammaticità della situazione sociale causata dall’emergenza coronavirus e dal lockdown. “Siamo convinti – si legge nel comunicato – che il governo si stia esponendo a una magra figura, perché, tanti meno saranno i contribuenti che autonomamente sceglieranno di non versare il 20 luglio ma il 20 agosto con maggiorazione dello 0,4%, tanto più sarà inevitabile per il governo fare marcia indietro e riaprire i termini di versamento senza sanzioni fino al 30 settembre, come già avrebbe dovuto fare”, fanno presente i commercialisti.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. 5 milioni e mezzo di partite iva potrebbero far saltare il banco di un governo di cialtroni con un semplicissimo sciopero fiscale da qui al 31/12…ma sono gli stessi che quando ci sono le elezioni votano lega e fdi credendo di fare la rivoluzione o peggio non vanno alle urne…chi è causa del suo mal…
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