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Todi, 26 apr – La mancata concessione all’Anpi locale di organizzare le celebrazioni del 25 aprile ha fatto molto discutere a Todi, dove il sindaco del centrodestra Antonino Ruggiano ha tenuto il punto e ha evitato che andasse di scena la solita parata antifascista e divisiva. In effetti, le strumentalizzazioni dell’Associazione nazionale partigiani, la quale voleva allestire l’ennesimo evento “contro tutti i fascismi”, non sono andate giù al primo cittadino tuderte. Ruggiano aveva infatti specificato di voler «predisporre un programma delle celebrazioni, che sia quanto più istituzionale possibile, evitando, quindi, di aderire a programmi e celebrazioni che abbiano una impostazione di parte».

Todi marcetta Anpi 25 aprile
Alla “marcetta” dell’Anpi hanno partecipato pochissime persone

E così è stato. Una decisione che ha spaccato in due Todi, la quale ha visto due distinte celebrazioni del Giorno della Liberazione: quella più “istituzionale” del sindaco e quella più di parte dell’Anpi. Tuttavia, la grande mobilitazione annunciata da Fiano in supporto ai partigiani tuderti è stata un completo flop: neanche 300 persone, provenienti perlopiù solo dalle città limitrofe, che non sono riuscite a riempire Piazza del Popolo. È dunque fallita alla grande la “marcia su Todi”, a cui ha partecipato solo una cinquantina di persone. La “marcetta”, dove Fiano non si è fatto vedere, era stata indetta «per salvare l’onore dei partigiani»: un tema che, a quanto pare, non scalda eccessivamente i cuori della popolazione.
La polemica sulla decisione del sindaco era scoppiata anche a causa della presenza nella maggioranza del consigliere di CasaPound Todi Andrea Nulli, che aveva denunciato le intenzioni poco nobili dell’Anpi come una provocazione. Per questo motivo Nulli «non ha chiaramente partecipato, per una visione critica su quelli che sono stati i meriti e il valore della resistenza nell’economia dei fatti bellici del secondo conflitto e perché, secondo noi, a quasi ottant’anni dalla fine di quegli eventi, questa data dovrebbe rappresentare un giorno di pacificazione e di riflessione che possa finalmente consegnare alla storia il tragico periodo della guerra civile ed i suoi attori, come accaduto per esempio in Spagna, nella pari dignità delle vittime e con la consapevolezza che le battaglie da affrontare sono quelle che riguardano il futuro della nostra nazione». Nulli spiega quindi che come CasaPound «non abbiamo chiaramente partecipato a nessuna celebrazione, quantomeno a nessun festeggiamento, ma ci schieriamo al fianco del Sindaco investito da polemiche abnormi e strumentali soltanto per non aver concesso un patrocinio all’associazione partigiani, che comunque non era dovuto per diritto divino».
Vittoria Fiore

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3 Commenti

  1. Se anche Casapound parla di pacificazione, non siamo messi bene.
    Equiparare i partigiani traditori e massacratori ai combattenti RSI è una tale bestemmia che non deve neanche essere preso in considerazione.

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