Roma, 7 nov – Lega e M5S sono ai ferri corti sulla riforma della prescrizione, misura-bandiera dei pentastellati, intenzionati a non voler cedere. Tanto che per far uscire il governo gialloverde dall’impasse a questo punto è più probabile che saranno i leghisti a ingoiare il rospo. Anche perché – come dicono i 5 Stelle – sull’immigrazione il Carroccio ha avuto tutto quello che chiedeva, quindi ora dovrebbe come dire ricambiare il favore.

Ma soprattutto, la Lega è sotto ricatto del M5S al Senato, dove si deve votare la fiducia al dl Sicurezza.

“L’unica cosa che non voglio sono processi eterni per innocenti. La prescrizione va cambiata ma i tempi debbono essere certi. Un processo non può andare avanti due-tre anni”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando al Senato i provvedimenti di riforma della prescrizione. “Nel contratto di governo – ha poi aggiunto il leader della Lega – c’è la riforma della prescrizione sulla quale stiamo lavorando. Io, però, sono abituato a fare una cosa per volta e farla bene e quindi voglio portare a casa il dl sicurezza che considero il mio decreto. Poi la quadra con Di Maio e Conte si troverà certamente“.

Insomma, l’avvertimento è chiaro: la maggioranza deve tenere sul voto di fiducia in Aula a Palazzo Madama. Dopo di che si può parlare di riforma della giustizia. Un riferimento tutt’altro che velato ai dissidenti a 5 Stelle che hanno annunciato di votare contro il dl sicurezza.

Per adesso il governo è ancora alla ricerca di una quadra. Ieri Salvini ha disertato – con i suoi soliti modi molto social: “Stasera io ho un vertice con rigatoni al ragù e Champions league” – il vertice con l’altro vicepremier, Luigi Di Maio, e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Perché, appunto, il titolare del Viminale vuole prima l’ok al suo decreto. E peraltro sulla norma inserita dai pentastellati nel ddl anticorruzione è stallo. “Tutto bloccato”, dicono dal M5S, “non ci sono passi avanti”, confermano dalla Lega.

Intanto, il voto di fiducia al maxiemendamento presentato dal governo sul dl sicurezza è slittato a stamattina. Il punto è proprio questo: ieri i pentastellati Patuanelli e Taverna hanno detto chiaramente che il sì al dl Salvini è legato a doppio filo all’ok della Lega sulla prescrizione. Un ricatto a tutti gli effetti.

In commissione Giustizia si comincerà a votare oggi pomeriggio ma i leghisti ribadiscono: “Così il ddl anticorruzione non passa”.
Maggioranza in stallo, quindi. E la via d’uscita non si vede. Anche se Salvini rassicura tutti dicendo che “sulla prescrizione, come abbiamo fatto in questi mesi con Di Maio e Conte, la quadra si trova”. Ma i pentastellati ribadiscono: “Sulla prescrizione vogliamo la stessa lealtà che noi assicuriamo sulla sicurezza“.

Dal canto suo, Di Maio è molto critico nei confronti degli alleati leghisti. “Io al tavolo con Berlusconi non mi ci sono mai seduto proprio perché volevo andare al governo per riformare la giustizia e fermare i furbetti del quartierino. Sono buono e caro ma adesso mi sto stancando“, ha detto il capo politico del M5S in un’intervista al Corriere della Sera.
Pertanto, occhi puntati sul voto al Senato. Al governo Conte – il quale non fa che ripetere “Non stiamo litigando” – serve un accordo incrociato, per uscire dall’impasse. Quindi, intanto, vediamo come va con la fiducia sul dl sicurezza.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. …l’unica soluzione è, come in tutte le nazioni anglosassoni, l’adozione dei processi con un solo, unico grado di giudizio…tutto il resto è solo ”fuffa”….i ricorsi aumentano le spese per lo Stato e fanno fuggire chi vuole investire in Italia…

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