Roma, 8 dic – Vladimir Putin rilancia lo spauracchio della guerra nucleare. Il presidente russo, tuttavia, parlando in videoconferenza con i membri del Consiglio per i diritti umani, aggiunge anche altre considerazioni dirette agli Usa che potrebbero essere interessanti per una futura trattativa.

Putin, minaccia di guerra nucleare “in aumento”

Putin avverte, sì, che la minaccia di una guerra nucleare è “in aumento”. Ma considerando il tono del complessivo intervento del leader del Cremlino, forse, si può ancora una volta pensare a un’affermazione di facciata. Poco dopo, infatti, come riporta anche Agi, il presidente ribadisce il fatto che Mosca “non ha mai parlato” di usare l’atomica che considera però uno “strumento di difesa” per rispondere a un eventuale attacco.  Insomma, solita solfa. Come solita solfa è l’accusa agli Stati Uniti di aver dispiegato “in Paesi terzi armi tattiche nucleari” rivendicando poi che la Federazione “non ha fatto e non farà” in questo modo. Questo ribadendo che essa “continuerà a lottare sempre per i suoi interessi nazionali: prima con mezzi pacifici, ma se questo non servisse, utilizzerà ogni mezzo disponibile”.

In ogni caso, nelle parole di Putin, si inizia ad avvertire la stanchezza. La sempre definita “operazione militare speciale”, “può diventare un processo a lungo termine”, ma “l’emergere di nuovi territori è un risultato significativo per la Russia, il Mare di Azov è diventato un mare interno, anche Pietro I aveva lottato per l’accesso a questo mare”.

Dialogo con gli Usa possibile, ma su base paritaria

Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov aveva già aperto in mattinata: “Se c’è una proposta seria su come fermare il conflitto in Ucraina, siamo pronti a parlarne, ma questa deve tenere in conto gli interessi della Russia”. La Russia sembra disposta ad aprire un dialogo ma ” su una base paritaria ed equilibrata”. Così almeno dice viceministro degli Esteri russo, Sergej Ryabkov, aggiugendo: “Se e quando gli americani saranno pronti a riprendere il dialogo sulla stabilità strategica, noi saremo pronti. Sappiamo che non sarà un compito facile, perché il dialogo è andato avanti con difficoltà e ora possono esserci alcuni elementi aggiuntivi nella posizione degli Usa che non saranno graditi a noi, ma, dopo tutto, spetta a loro decidere”. E poi: “Il dialogo può essere portato avanti solo su una base paritaria, pragmatica ed equilibrata. E ci si possono aspettare risultati solo se la controparte capisce che le concessioni unilaterali da parte della Russia sono fuori discussione. Questa non e’ un’opzione, non viene nemmeno presa in considerazione”.

Dalla Nato, nella fattispecie dal segretario Jens Stoltenberg, arrivano risposte guardinghe: “Quello che stiamo vedendo ora è che la Russia sta cercando di imporre una sorta di congelamento a questa guerra, almeno per un breve periodo, in modo che possa riorganizzarsi, riparare, riprendersi e poi provare a lanciare una grande offensiva più grande la prossima primavera”.

Alberto Celletti

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