Roma, 7 mar – Sono circa 60 mila i candidati attesi alla selezione per i cosiddetti navigator, ossia i tutor dei Centri per l’impiego che dovranno guidare i beneficiari del reddito di cittadinanza nell’inserimento al lavoro.

Da ieri è possibile presentare la domanda per ottenere il sussidio ma la situazione è caotica.


Le nuove assunzioni dovranno avvenire tramite concorso pubblico, tramite l’Anpal, Agenzia nazionale politiche attive lavoro.

Il bando

Nel bando per l’organizzazione della selezione che parla di “Servizio relativo alla prova scritta per 60.000 candidati” si legge che la prova consiste nella somministrazione di un test a risposta multipla composto da massimo 100 quesiti su 10 materie.

Questi gli ambiti: cultura generale; quesiti psicoattitudinali; logica; informatica; modelli e gli strumenti di intervento di politica del lavoro; reddito di cittadinanza; disciplina dei contratti di lavoro; sistema di istruzione e formazione; regolamentazione del mercato del lavoro;economia aziendale.

Nel bando si spiega che “i quesiti e le relative risposte dovranno essere predisposti considerando un livello culturale universitario“.

Il muro contro muro con le Regioni

Regioni e governo non hanno ancora trovato la quadra sull’assunzione e gestione di questo personale, che comunque sarà precario, visto il contratto di collaborazione di due anni previsto dal decretone.

Gli enti continuano a essere contrari all’immissione in massa di nuovi precari nel sistema dei Centri per l’impiego, temendo giustamente di ritrovarseli come esuberi e inoltre paventando ricorsi da chi lavora al loro fianco già da tempo in condizioni diverse.

Al momento, in attesa di una mediazione tra governo centrale e Regioni, anche il bando per l’assunzione di questi co.co.co. è bloccato.

Ludovica Colli

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