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Roma, 18 gen – A meno di due settimane dalla scadenza per la presentazione delle liste per le regionali del Lazio, il caos regna ancora sovrano nel centrodestra. Da mesi prendono forma ipotesi, ogni giorno si parla di vertici risolutori tra i diversi leader senza che esca mai la fumata bianca. Il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi tira dritto per la sua strada: candidato presidente con la sua lista civica dello “Scarpone”, non ha nessuna idea di ritirarsi, sconfessando così i rumors che parlavano di un suo ritiro in cambio di un posto “sicuro” a Camera o Senato. L’altro nome messo in pista direttamente da Silvio Berlusconi, Maurizio Gasparri, sembra perdere quota ogni giorno di più. Difficile infatti che il vicepresidente del Senato accetti di correre con il rischio concreto di finire terzo. Dal canto suo l’ex cavaliere mastica amaro, non riuscendo ad imporre un candidato azzurro nemmeno nel Lazio, dopo aver ceduto già su Sicilia e Lombardia, con Musumeci e Fontana.
A complicare tutta la vicenda poi ci pensano gli ultimi sondaggi, uno diverso dall’altro. In caso di candidatura unitaria del centrodestra alcuni vedono Gasparri più vicino a Zingaretti, altri Pirozzi. Le ipotesi sul piatto restano dunque due: o Berlusconi cede e decidere di convergere su Pirozzi (e a quel punto seguirebbe anche la Meloni), oppure si va verso l’ipotesi di un centrodestra frazionato. Con Pirozzi in corsa come candidato “civico”, il nome più accreditato per il centrodestra sarebbe quello di Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. Una situazione molto simile a quanto accaduto alle ultime comunali di Roma: con il centrodestra diviso che mette in campo una candidatura a perdere, Fratelli d’Italia potrebbe mettere un suo nome forte in grado di fare da volano alla lista e permettere alla Meloni di non rischiare di scendere sotto al 10% nella sua regione roccaforte.
I ben informati parlano di un estremo tentativo di Salvini tra oggi e domani di convincere Berlusconi a puntare su Pirozzi. Nel frattempo a “destra” del centrodestra aumentano i consensi di un altro candidato: Mauro Antonini di CasaPound, che secondo Euromedia Research potrebbe anche superare il 3% ed entrare in Consiglio Regionale.Per la presidenza al momento nessuno sembra in grado di insidiare Zingaretti, con la candidata 5 Stelle Roberta Lombardi ferma intorno al 20%. Per il presidente uscente l’unica “grana” al momento è l’ipotesi di una lista centrista della Lorenzin, sacrificata sull’altare dell’accordo laziale tra Liberi e Uguali e il Pd. Quelle dell’ex ministro della Salute in ogni caso non sembrano percentuali in grado di togliere consensi decisivi a Zingaretti.
 
Davide Romano

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3 Commenti

  1. È chiaro che divisi non si va da nessuna parte, è altrettanto chiaro che presentare gasparri è improponibile e anacronistico….. Speriamo che Casa Pound porti i suoi ardimentosi rappresentanti nei posti chiave della politica…….le persone sono sempre più stanche di questa odiosa dittatura comunista e chi continua a votare i piddini lo fa solo per personale convenienza.

  2. Hanno sempre detto che ” uniti si vince, divisi si perde”, allora ognuno si assumerà le proprie responsabilità di una politica irresponsabile … un augurio a Casapound ! W I D S !

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