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Roma, 22 nov – “Ci siamo definiti sovranisti, anche se sarebbe più corretto patrioti“. Così la deputata Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia, in occasione della presentazione del “Manifesto della cultura identitaria e non conforme“, alla sala stampa della Camera, sintetizza il senso della nascita della “rete delle fondazioni e dei centri studi non conformi”. Un manifesto programmatico che declina le parole guerriere della rete identitaria: “E’ necessario dare profondità al pensiero che deve essere alla base di qualsiasi azione politica. Per questo abbiamo individuato 10 punti per questo manifesto“, spiega la deputata Carolina Varchi (FdI), che poi assicura: “Il mio impegno massimo è e sarà dedicato alla sacralità della famiglia”. Ecco, Famiglia è una delle parole del decalogo, le altre sono: Identità, Sovranità, Patria, Popolo, Territorio, Economia, Libertà, Tradizione, Identità Europea.

Rauti: “Così difenderemo l’Italia dagli attacchi ai nostri valori”

Con il contributo di tutti e facendo rete si arriverà ad articolare un pensiero nuovo per difenderci e combattere le derive gender, gli attacchi alla sacralità della vita che noi riteniamo vada difesa sempre e comunque. Solo così potremo difendere l’Italia da tutte le minacce che arrivano dalla globalizzazione, dall’islamizzazione, dalle minacce ai simboli cristiani“, spiega la senatrice Isabella Rauti (FdI). “E’ necessario aggregare gli artisti e chi lavora nella e per la cultura per affermare che la cultura non appartiene solo ad una parte politica“, aggiunge Edoardo Sylos Labini, fondatore di CulturaIdentità. Riconquistare spazi culturali, dunque, perché “la libertà è importante, viviamo in un’epoca dove c’è davvero da domandarsi se vi sia ancora libertà di pensiero e parola. A me è stato cancellato il profilo Facebook, senza aver fatto nulla. Un clima del genere non c’era neanche nel dopoguerra o negli anni di piombo“, è l’allarme lanciato dalla Frassinetti.

Come nasce il manifesto

“L’obiettivo dell’iniziativa – spiegano Francesco Giubilei (Fondazione Tatarella), la Rauti (Centro Studi Rauti) e Fabrizio Fonte (Centro Studi Dino Grammatico) – è quello di costruire una rete con le principali fondazioni e centri studi non conformi per proporre iniziative, eventi, progetti condivisi offrendo una voce e una prospettiva alternativa all’egemonia culturale della sinistra, un’idea nata durante la Giornata Tricolore 2019 il 28 settembre scorso a Custonaci”. La rete raccorda in questa piattaforma condivisa identitaria Fondazione Tatarella, Fondazione FareFuturo, Fondazione Tricoli, Fondazione Rauti, Fondazione Almirante, Fondazione Rivolta Ideale, centro Studio Pino Rauti, Centro Studi Dino Grammatico, Centro Studi Machiavelli, Culturaidentità.

Ludovica Colli

1 commento

  1. Giusto in tempo, vista l’emergenza di “sardine” capeggiate da un bamboccio megalomane autoconvinto (come tutti i comunistardi figli di Soros).

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