Roma, 15 ott – La vicenda Riace è sfuggita di mano alla sinistra. Ma non al governo Lega-M5S, per fortuna. Il Partito Democratico parla di “deportazioni”, gli immigrati di Riace minacciano di fare resistenza e opporsi ai trasferimenti (che in verità sono su base volontaria), il sindacato di sinistra delle toghe attacca i colleghi (di sinistra anche loro) per l’arresto del sindaco Mimmo Lucano (per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina). Erri De Luca in uno sprazzo di lucidità – si fa per dire – tuona – si fa per dire – su Twitter: “Contro la deportazione degli ospiti di Riace, resistenza attiva per sottrarli alla rappresaglia del ministrello“.

Insomma, a sinistra sono tutti indignati e sul piede di guerra -si fa per dire – contro il ministro dell’Interno, colpevole di voler ostacolare il sogno di Riace, dove l’accoglienza è business ancora di più che altrove, dove l’integrazione è imposta dal Comune, spesso sulla pelle degli anziani, che si ritrovano sposati con prostitute africane.

In tutto ciò, il diretto interessato, Matteo Salvini, ricorda a tutti come stanno le cose, al di là dei deliri della sinistra: “Il sindaco è ai domiciliari e invita i giornalisti a casa come se nulla fosse – commenta il ministro degli Interni -, Magistratura Democratica accusa chi ha messo in dubbio il sistema di accoglienza (e quindi anche il pm), da sinistra attaccano l’inchiesta ma le verifiche del Viminale partirono col governo del Pd. E nessuno richiama il rispetto delle regole o difende il pubblico ministero, nemmeno l’Anm! Si mettano tutti il cuore in pace: con me l’immigrazione di massa non sarà più un affare, la pacchia è finita“.

Adolfo Spezzaferro

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