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Roma, 2 apr – Giuseppe Conte è tornato, in video, di sera, per annunciare la rifondazione del M5S: tanta fuffa e zero impegni concreti. L’ex premier, dopo aver tenuto gli italiani incollati allo schermo (si fa per dire) nelle sue dirette serali per spiegare i suoi Dpcm, ieri – a grande richiesta (si fa sempre per dire) – è intervenuto all’assemblea del M5S. Presenti i gruppi parlamentari, gli europarlamentari e gli amministratori locali (sì, c’era pure la “sindaca” Virginia Raggi). ll neo leader del Movimento per investitura del garante Beppe Grillo è riuscito (per adesso) a sviare tutte le questioni più spinose, accennando per grandi linee al nuovo progetto politico che rifonderà il partito dei grillini. “Sfida complessa e affascinante“, la chiama.



Conte su Zoom parla ai grillini da neo leader e rinvia tutti i nodi cruciali

In collegamento da casa alle 10 di sera via Zoom, Conte interviene e rinvia tutto. Ma proprio tutto: dal nodo cruciale dei due mandati, che tiene col fiato sospeso i peones grillini in Parlamento, al rapporto con Casaleggio e la piattaforma Rousseau. L’ex premier infatti nel suo stile (si fa per dire) sparge fuffa a non finire sul “neo movimento“, come lo chiama lui. “Non un restyling, né di marketing politico, ma un’opera di rigenerazione“, assicura. Sparge fuffa sulla rivoluzione “green” tanto amata da Grillo (anche lui in collegamento). “Ecologia integrale”, la chiama. La transizione ecologica insomma andrà di pari passo con la transizione politica del Movimento (imposta sempre da Grillo). Sparge fuffa sulla nuova organizzazione interna di quello che è ormai a tutti gli effetti un partito. Ma l’ex premier dribbla tutti i temi divisivi (come si suol dire oggi) e prende tempo.

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Il nuovo statuto e lo stop alle correnti

Nello specifico, Conte accenna a un nuovo statuto del M5S che introduca “razionalità organizzativa”. Stop alle correnti, è la sostanza del suo discorso. “Avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che finiscono per cristallizzare sfere di influenza. Non abbiamo nemmeno bisogno di associazioni varie il nostro impegno politico viviamolo appieno nel Movimento”, dice l’ex premier. Forse pensando alla “discesa in campo” di Casaleggio, in aperto contrasto con il M5S.

Dopo Pasqua giro d’incontri per “aggiornare le 5 Stelle”

Non una parola sull’alleanza giallofucsia con il Pd di Enrico Letta e le frattaglie di sinistra. Conte si limita ad annunciare per dopo Pasqua un giro di incontri per stendere una nuova carta dei valori per il Movimento e “aggiornare le 5 Stelle”. Oltre alla fissa della svolta “green”, l’ex premier si riempie la bocca pure di democrazia digitale, che va integrata nel modello democratico del “neo movimento”. “Le nostre scelte continueranno ad essere prese attraverso una piattaforma di voto” (pure la sua nomina a capo politico del M5S, dunque?). Ma la piattaforma Rousseau non viene mai nominata. Unico accenno: “La tecnologia non è neutra”, chiarisce Conte, sostenendo che “serve massima chiarezza e trasparenza” nella gestione dei dati.

Intanto il Pd ammette che l’alleanza con il M5S è una scelta obbligata

Il dato politico è che con l’arrivo di Letta a capo del Pd, Conte (che prima contava sul supporto incondizionato di Zingaretti) non può più atteggiarsi a leader dei giallofucsia. In casa dem intanto ci si limita ad ammettere che in chiave elettorale l’alleanza con il M5S è inevitabile. “Obbligata”, dice Goffredo Bettini. Al Nazareno dunque aspetteranno di vedere dove andrà a parare Conte con la sua rifondazione del M5S. Poi si vedrà. Ma al di là dei nomi, il patto Pd-M5S per provare a battere “le destre” è cosa fatta ormai. Quindi Letta e compagni sono pronti a sorbirsi pure Conte.

Adolfo Spezzaferro

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