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Milano, 5 feb – Il presidente della Lombardia Attilio Fontana chiede al governo di tenere aperti i ristoranti fino alle 22 nella sua regione, che è in zona gialla, perché così non possono andare avanti. Il governatore lombardo, assieme all’assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, ha inviato una lettera formale a Palazzo Chigi. Oggetto: i ristoranti e le attività assimilabili possano svolgere la loro attività fino alle ore 22, orario in cui scatta il coprifuoco. Per i vertici della Regione è “importante che tale decisione venga presa al di là della crisi politica in atto” e ciò in relazione “alla situazione di estrema emergenza in cui versa un’intera categoria“. Come a dire, insomma, che la crisi di governo viene dopo quella del settore dela ristorazione.



Fontana chiede al governo di fare tutto il possibile per riaprire i ristoranti anche la sera

Nello specifico, alla luce dei dati positivi sull’andamento epidemiologico e sulla campagna vaccinale da un lato, e in ragione della crisi del settore dei pubblici esercizi, il presidente e l’assessore – dopo lo scontro con Roma per la Lombardia “punita” per errore – chiedono formalmente “di estendere il periodo di attività fino alle ore 22”. Infine, Fontana e Guidesi invitano il governo a “intraprendere ogni utile azione affinché sia concesso al mondo della ristorazione questa ulteriore facoltà, nel rispetto, ovviamente, delle misure di contrasto e contenimento dell’epidemia”.

Con la chiusura alle 18, incassi giù fino all’80%

I ristoranti vanno subito riaperti anche di sera. I dati parlano chiaro. “Il bilancio dei primi quattro giorni di zona gialla per Calabria, Emilia Romagna, Lombardia e Veneto è agghiacciante“. Incassi giù fino all’80% nelle regioni che dal primo febbraio sono entrate in zona gialla. A dare l’allarme un’indagine nazionale effettuata da Tni Italia – Tutela Nazionale Imprese – Ristoratori Toscana, che rappresenta 40mila aziende in Italia. ”I dati sono agghiaccianti e confermano le nostre previsioni: il fatturato dei primi quattro giorni, dal lunedì al giovedì, è pari al20% di quello riferito allo stesso periodo del 2019″.

La riapertura solo a pranzo è un flop

“Il bilancio non fa altro che testimoniare quanto fino a ora detto: farci riaprire solo a pranzo si è rivelato come previsto un flop. Siamo alla canna del gas. Questa riapertura è solo un tentativo inutile di tornare alla normalità e di rimettere le nostre aziende in piedi – spiega l’associazione -. Ribadiamo: non è sufficiente e lo dimostrano i nostri registratori di cassa. Il Governo deve darci la possibilità di poter lavorare anche la sera. Forse l’unica speranza che abbiamo per poter perlomeno far fronte ai costi di apertura che ogni giorno abbiamo. E soprattutto: basta fare allarmismi, le istituzioni devono aiutarci a far capire ai cittadini che i nostri, sono luoghi sicuri”.

Per restare nella sola Lombardia, le imprese sono disperate: ‘‘Perdiamo in media il 70%, sia in città che nei centri minori. A oggi, le grandi città soffrono sia per lo smart working che per la perdita di turismo. Da lunedì a venerdì aprire a pranzo è quasi inutile, lavoriamo praticamente solo il sabato e la domenica. E gli aiuti arrivati sono briciole: non riusciamo nemmeno a ricoprire i costi per il canone di locazione”.

Adolfo Spezzaferro

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1 commento

  1. un vero governatore di destra non “chiede” come questo Fontana ma INTIMA,il che è decisamente diverso;

    e questo al netto che la guerra fatta alle piccole aziende,con provvedimenti assolutamente ridicoli come colori i quali li hanno decretati,NON avevano alcuna utilità sanitaria,ma solo PUNITIVA verso chi normalmente da perfetto cane sciolto non accorda il suo voto alla sinistra.

    a proposito,proprio in questo periodo il Ministero della Salute pubblicava un video girato all’interno di un RISTORANTE CINESE ove l’attore con le bacchete in mano dichiarava:

    “non è affatto facile il contagio”…

    fino a che il problema era quello dei ristoranti cinesi,spot e presenze a raffica….

    dopo, far fallire le aziende degli italiani problema = zero.

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