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Roma, 10 mag – Mercoledì il governo incontrerà le regioni per rivedere ancora una volta i parametri che determinano l’Rt e il cambio di colore dopo le pressioni dei governatori che chiedono di abolire l’indice Rt come parametro di rischio. Un incontro, cui dovrebbero partecipare il ministro della Salute Roberto Speranza e il ministro degli Affari regionali Mariastella Gelmini, preceduto da una riunione dei tecnici per vagliare alcune delle proposte. Intanto prosegue lo scontro nella maggioranza sul coprifuoco.

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Scontro sul coprifuoco, Lega e Italia Viva chiedono l’abolizione

Mentre molti Paesi Ue stanno di fatto riaprendo tutto e sono pronti a riaccogliere i turisti, in Italia ancora non si sa se e quando verrà tolto il coprifuoco. Anzi, si sa che ormai non si può più non affrontare il nodo. Ma i “rigoristi” giallofucsia sono disposti a concedere soltanto una proroga di una, due ore al massimo – dalle attuali 22 a massimo a mezzanotte. Mentre la Lega chiede l’abolizione totale dell’odiosa e odiata restrizione. Ora anche Italia Viva si allinea al Carroccio e annuncia una mozione per chiedere l’abolizione del coprifuoco. Davide Faraone è convinto che “sia giunto il momento in cui bisogna essere molto più determinati: bisogna abolire il coprifuoco. Occorre essere molto più coraggiosi nelle scelte ora che i dati ci consentono di farlo. Molti continuano a parlare come se la campagna vaccinale non ci fosse. Se cambiano i numeri bisogna cambiare anche lo schema di gioco”. Così il presidente dei senatori di Italia Viva Faraone a La7 annunciando che verrà presentato una mozione sul punto.

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Regioni e comuni chiedono spostamento di almeno due ore

In pressing, soprattutto sullo spostamento dell’inizio del coprifuoco di almeno due ore, dalle 22 alle 24, anche regioni e comuni. La riunione della cabina di regia, dunque, sulla base dell’analisi dei dati, potrebbe concludersi con una nuova road map, a partire dallo stop alla quarantena per chi rientra dall’estero (Paesi Ue, Gran Bretagna e Israele), mentre lunedì prossimo, 17 maggio, potrebbe essere la data cerchiata in rosso per lo slittamento del coprifuoco. I “rigoristi” vorrebbero dunque non eliminarlo del tutto, almeno fino a giugno. E su questo continuerà lo scontro tra Lega-Iv e Pd-M5S.

Il fronte bipartisan dell’abolizione dell’odiosa e odiata restrizione

“Le riaperture sono dovere morale e priorità economica. Prima togliamo il coprifuoco meglio è“, sostiene Matteo Renzi, secondo il quale “il virus non diventa più cattivo alle 22 e dobbiamo tornare in ristoranti, cinema, teatri. Per uccidere il virus servono vaccini, non prediche laiche di qualche catastrofista”. Sulla stessa linea il presidente della Liguria, Giovanni Toti: “Il coprifuoco credo che sarebbe più opportuno toglierlo del tutto e tenere un livello di controllo per le strade molto alto perché sono i controlli che sono mancati in questo anno”. Il coprifuoco “non deve essere un tabù o un totem: l’anno scorso abbiamo affrontato scelte più coraggiose e senza il vaccino, venendo fuori con le ossa rotte dalla prima ondata. Si va avanti, va risolto questo problema: il tema è che non diamo non un bel messaggio se pensiamo al coprifuoco per i turisti”. A farlo presente è il presidente del Veneto, il leghista Luca Zaia.

Adolfo Spezzaferro

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