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Roma, 19 set – Finalmente il Movimento 5 Stelle ha il candidato premier che si merita: Roberto Saviano. Lo scrittore, con una provocazione a sorpresa, ha annunciato su facebook di volersi candidare a premier per la compagine grillina. Ovviamente la provocazione rimarrà tale, dato che non ci sono speranze che la candidatura venga accettata. Ispirandosi a Pannella, che “nel 2007 si candidò alle primarie del Pd ma fu escluso perché non soddisfaceva i requisiti richiesti dal neonato Partito democratico”, l’autore di Gomorra ha detto di voler approfittare dei social “per ufficializzare la mia candidatura a premier per il M5S. Lo faccio anche per trarre il MoVimento dall’impaccio di una situazione patetica per non dire bulgara. Per spezzare una lancia in mio favore, ammetto di non essere iscritto al MoVimento, ma condivido con Luigi Di Maio lo status di indagato per diffamazione (incidenti del mestiere). Votatemi!”.



La situazione “patetica per non dire bulgara” è quella che vede Luigi Di Maio praticamente unico candidato reale. I suoi concorrenti, infatti, sono tutti esponenti poco noti del Movimento: da Giammarco Novi, un ex consigliere comunale di Monza, alla senatrice Elena Fattori, da Vincenzo Cicchetti, già candidato sindaco di Riccione, ad Andrea Davide Frallicciardi, perito elettronico ed ex consigliere comunale di Figline Valdarno, fino a Domenico Ispirato, ex consigliere circoscrizionale a Verona, a Nadia Piseddu, candidata a sindaco di Vignola e a Marco Zordan, artigiano di Arzignano, provincia di Vicenza. Insomma, in lizza ci sono Di Maio e sette signor Nessuno. Certo, non è il massimo per un partito che fa della trasparenza il suo fiore all’occhiello, anche se la polemica che la sinistra sta montando sulla vicenda sembra francamente eccessiva, come se fossero questi i motivi per avercela con i grillini.

In compenso Saviano, come dicevamo, sarebbe perfetto. Tanto per cominciare ha il feticcio della legalità, esattamente come i grillini, ma sempre come loro fa spesso e volentieri strappi alla regola quando la cosa gli fa comodo. Come il M5S, Saviano gioca la carta di un finto anticonformismo sulle cose inessenziali a fronte di un perfetto allineamento sui temi che contano. Nemico del populismo a parole, lo scrittore è in realtà (come Enrico Mentana, per esempio), un perfetto esempio di “populista radical chic”, nella misura in cui sa mescolare sapientemente retorica e costruzione del suo personaggio, creandosi così una claque di laudatori a prescindere, che badano poco ai contenuti e alla sostanza, molto, invece, all’immagine. Esattamente come Grillo, Saviano è innanzitutto un uomo di spettacolo: ha le sue pause, il suo sguardo assorto, la sua storia sofferta, i suoi tecnicismi del gergo criminale al posto delle battute di Grillo, ma anche lui punta a sedurre proponendo se stesso come unico argomento. Quando scatena una pioggia di “like” sventolando il nome di qualche politico avversario, Saviano non è in nulla diverso da Grillo, che mantiene vivo il consenso dei suoi dando loro in pasto qualche capro espiatorio da fare simbolicamente a pezzi. Certo, su molti temi, a cominciare dall’immigrazione, Saviano è più autenticamente di sinistra, mentre i grillini sono più ondivaghi. Ma, in questo, lo scrittore può rappresentare un “ritorno alle origini” per un movimento che è nella sua quasi totalità composto da quadri politici di sinistra, e che solo grazie al fiuto degli umori popolari di Grillo ha preso talvolta posizioni “di destra”, inseguendo il consenso come un partito vecchio stile. Insomma, cari grillini, votate Saviano, il vero paladino della “honestà”. Anche se non sembra, è esattamente come voi.

Adriano Scianca

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2 Commenti

  1. Saviano, ovvero un cric che si é erto a piedistallo e valutato come maitre à penser….!!
    Complimenti a Scianca, é proprio così!

  2. se tanto mi da tanto…proporrei -anzi dovrebbe avanzare al PD la propria candidatura a premier*- tal Saverio Tomasi,che pur con qualche lacuna di geopolitica (dittatori africani ed asiatici non sembrano essere il suo forte) sembra essere uno dei maggiori esponenti del SENTIMENTALISMO; perchè se la Destra nelle sue variegate espressioni viene spesso tacciata di POPULISMO…la sinistra detiene il monopolio assoluto del “sentimentalismo” applicato alle decisioni politiche; non a caso di Ius Soli si parla sempre di “bambini”,per gli aspiranti profughi di donne,donne incinte e -guarda caso- di bambini e via discorrendo.
    * ma….quella massa di semicolti con le loro “lezioni” di diritto amministrativo d’accatto impartite via web a chi sintetizzava parlando di “premier PD non eletti” commentando stizziti con “ahhhh il premier in Italia non si elegge ahhhh” che fine hanno fatto riguardo alla candidatura ad aspirante premier di questo Saviano ?

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