Roma, 18 lug – A Roma non manca mai l’emergenza rifiuti. Un tratto tristemente distintivo della capitale ormai da anni, chiunque sia il sindaco.

Roma, emergenza rifiuti e le promesse del comune

Il sindaco Roberto Gualtieri, ripreso da Adnkronos, promette la salvezza. Salvezza dalla munnezza, nella fattispecie. La munnezza che avvolge la capitale, soprattutto nelle periferie. Perché Roma è – di nuovo – in emergenza rifiuti. Il comune – di nuovo – promette di risolverla. A Radio Rtl, per bocca dello stesso primo cittadino, si esprime così: “Ho il dovere di spiegare ai cittadini che se va a fuoco e diventa non utilizzabile l’impianto più grande che tratta 8.000 tonnellate di rifiuti a settimana, è chiaro che una parte di essi, finché non si trovano sbocchi alternativi, rimangono sulle strade. Stiamo lavorando con il massimo impegno proprio per superare questa situazione”. Infine la promessa: “Tra una settimana penso che l’emergenza sarà superata”.

È tutto identico, indipendentemente dal primo cittadino

Indipendentemente dalla spiegazione tecnica fornita dal municipio, la relazione tra Roma e il concetto di “emergenza rifiuti” sembra perenne. Indipendentemente dal sindaco eletto. Esisteva ai tempi di Virginia Raggi, prosperava ancora prima, con Ignazio Marino, e se ne trovano tracce consistenti già quando Gianni Alemanno occupava le sedi del Campidoglio. Non è mai finita. Soprattutto, non sono mai cambiati i toni. La consapevolezza è che la capitale abbia bisogno di un giro di vite straordinario, oltre che strutturale (termovalorizzatori e inceneritori), per superare uno dei numerosi drammi che la attanagliano da decenni.

Stelio Fergola

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1 commento

  1. Forse sarebbe bene anche valutare la possibilità ragionata che a Roma ed i romani riducano drasticamente il monouso… La storia della città è già di per sé un esempio in tal senso. Certo, ci vogliono persone liberate, quindi riattivate (e qui sta la questione), con idee, progetti, soluzioni svincolate da rotture di c……i ed arroganze burocratiche-legali di ogni genere. La sclerotizzazione dei processi fa danno ovunque, pure nella politica social economica.

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