Siena, 3 lug – “Se c’è qualcuno di questi delinquenti che mi guarda, il mio messaggio è che i bastardi camorristi e i mafiosi in Italia non avranno più vita facile. La lotta è senza quartiere. Vediamo di prenderli veramente a bastonate“. Parola del ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, che intervenuto in merito alla confisca a Cosa Nostra di un’azienda in Toscana, ha messo sullo stesso piano mafiosi e scafisti, attaccandoli frontalmente. “Vorrei che questi signori – aggiunge il leader della Lega – sparissero o cambiassero mestiere”. A chi gli ricorda le parole del boss Totò Riina, che era solito ripetere che la mafia prolifera grazie alla politica, “è cambiato il tempo – replica Salvini – io ce la metterò tutta”, ma anche sui beni confiscati alle mafie, rimarca, “bisogna essere più veloci e incisivi”.
Dall’azienda agricola di Suvignano a Monteroni d’Arbia nel senese, proprietà confiscata alla mafia nel 2007, Salvini lancia la sua sfida: “La mafia non la combatti con i libri e i film (un riferimento ai vari Saviano e Pif, ndr), ma portandogli via anche le mutande. Spero di lasciarli in mutande certi signori, sequestrando tutto quello che si può portare via e mettendolo nella disponibilità dello Stato e dei cittadini, valorizzando il territorio su cui quei beni si trovano”. La lotta alla mafia, ha aggiunto Salvini, “sarà una priorità mia e del governo. Mi piacerebbe essere ricordato come chi con altri ha combattuto il crimine organizzato”.
A proposito dell’agenzia per la gestione dei beni confiscati, il ministro ha sottolineato che sarà potenziata, “snellita e saranno tolti gli ostacoli burocratici”.
Il vicepremier ha quindi ricordato di aver trovato “tanti protocolli, tante promesse, tanti impegni” in fatto di lotta al crimine organizzato: “Mi piacerebbe invece parlare con i fatti. Tutto quello che è bene dello Stato va tutelato, cambieremo sistema”.
Salvini ha annunciato anche di voler visitare tutti i luoghi dove ci sono beni confiscati alle mafie “per presidiarli”.
Poi il vicepremier passa all’attacco degli scafisti. “L’inchiesta Mafia Capitale ci ha dimostrato che i migranti rendono più della droga. Ridurremo i costi per la gestione dei migranti in Italia. Mafiosi e scafisti per me siete le stesse merde. Non so se un ministro possa dire merda. Deve essere chiaro che in Italia voi avete finito di fare affari, per voi la pacchia è finita“, commenta sulla sua pagina Fecebook.
Gli scafisti, i trafficanti di migranti, “sono agli sgoccioli, hanno capito che stiamo difendendo i nostri confini. Ora stanno provando gli ultimi colpi di coda, non hanno più business”, assicura Salvini. La riprova di questi colpi di coda sta nel fatto che “ormai gli scafisti caricano quante più persone possono anche su gommoni sgonfi”, provocando vittime. Anche se al contrario di quanto viene sostenuto, il numero delle vittime in mare è calato dell’80%, “anche per il lavoro di chi c’era prima”. “In Africa si sta diffondendo la voce che in Italia non si arriva più ‘a gratis’. Obiettivo è arrivare a zero partenze, e quindi zero vittime. Non ci metteremo 15 giorni a riuscire in questo obiettivo, ma ce la faremo”.
Adolfo Spezzaferro

2 Commenti

  1. “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.”
    Paolo Borsellino -eroe Italiano-

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