Roma, 17 ott – “Noi abbiamo aperto la piazza a tutti gli italiani di buona volontà, poi ovviamente la organizza la Lega e sul palco interviene chi decide la Lega. Questo giochino della piazza dei fascisti ormai fa ridere e non ci crede più nessuno“. Così il leader della Lega Matteo Salvini taglia corto rispondendo, a Terni, a chi gli chiedeva se fosse preoccupato della presenza di CasaPound alla manifestazione del centrodestra in programma sabato a Roma. “Sarà una piazza con almeno 100 mila italiani” ha aggiunto Salvini dando appuntamento alle 15 in piazza San Giovanni con Orgoglio Italiano, la manifestazione contro il governo giallofucsia organizzata dalla Lega, a cui hanno aderito, oltre che CasaPound, anche Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Una piazza-simbolo che fa stracciare le vesti ai “compagni”

Piazza San Giovanni nell’immaginario collettivo viene associata al “concertone” del Primo maggio, tutto canne e acconciature rasta. Piazza che è stata “rossa”, dei sindacati, quando non erano ancora dei partiti finanziati dai pensionati. Piazza che in verità (oltre ad essere soprattutto un luogo di culto cattolico, visto che ospita la Basilica del Vescovo di Roma) è stata anche già piazza del centrodestra (nel 2006, quando Berlusconi riunì il centrodestra contro il governo Prodi). Piazza che però il Pd – ovviamente non invitato – vorrebbe negare a CasaPound, con la solita scusa della “Costituzione antifascista”, che è un po’ la madre di tutte le fake news.

Libertà di manifestare? Dipende: il cortocircuito degli antifascisti

“Anche i fascisti di CasaPound saranno in piazza con la Lega a Roma sabato, invitati direttamente da Salvini: per Forza Italia, per Silvio Berlusconi, per Mara Carfagna e per tutti coloro che si definiscono moderati di centrodestra, va bene così? Non hanno nulla da dire?”, lamentano dal Pd. “La libertà di manifestare è stata conquistata da chi ha combattuto i fascisti. Per questo la ricostituzione del Partito Fascista è vietata da un articolo della Costituzione. E per questo in Italia l’apologia di fascismo è un crimine non un’opinione. Fattelo dire da chi ha avuto l’onore di essere sindaco di Marzabotto: mai più fascismo nell’Italia democratica”, sostiene il dem Andrea De Maria, secondo il quale evidentemente la libertà di manifestare non si può concedere a tutti.

Sabato tra l’altro ci sarà anche la raccolta firme per chiedere le dimissioni del sindaco di Roma Virginia Raggi. Un’altra che con la storia dell’antifascismo ha ciurlato nel manico gettando la Capitale nel caos totale tra montagne di rifiuti, trasporti a intermittenza e degrado.

Adolfo Spezzaferro

1 commento

  1. Il fascismo delle dirigenze si valuta osservandone le azioni, non il colore della casacca opportunisticamente indossata per le varie occasioni. Così facendo, capita di avere delle sorprese non di poco conto, e di scoprire che il fascismo, quello vero, tocca trasversalmente TUTTE le dirigenze indipendentemente dallo schieramento (e, tra l’altro, non solo le dirigenze politiche).

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