Roma, 6 lug – A pochi giorni dalla decisione con la quale la Cassazione ha ordinato il sequestro di 49 milioni della Lega a causa della truffa ai danni dello Stato ordita dall’allora leader del partito Umberto Bossi e dal tesoriere Francesco Belsito, si acuisce lo scontro fra il Carroccio e la magistratura.
Ad aprire le danze è stata la richiesta di Matteo Salvini di incontrare il presidente della Repubblica, che fra le altre cose è di diritto anche presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (l’organo di autogoverno delle toghe), richiesta per il momento non confermata né smentita dal Quirinale. A stretto giro di posta a calare l’asso per una sentenza che in molti giudicano dal sapore politico è stato però Jacopo Morrone, esponente leghista di professione sottosegretario alla Giustizia. “Voi sapete a che partito appartengo, cioè la Lega, e Dichiarazioni gravi e inaccettabili sia perchè rese in una sede istituzionale e in un contesto di formazione di giovani magistrati, la cui reazione è stata di sconcerto, sia perchè provenienti da un rappresentante del Governo invitato all’incontro nella sua veste istituzionale. Mi auguro in particolare che si liberi di quelle di sinistra”, ha spiegato nel corso di un incontro con i giovani magistrati.
Parole di buon senso, stante la lottizzazione del nostro sistema del diritto preda di queste strutture anarchiche. Apriti cielo. Le parole di Morrone hanno subito alzato un polverone a protezione di uno status quo oggettivamente indifendibile.
“Le dichiarazioni del sottosegretario sono inaccettabili nel contenuto e gravissime quanto al contesto in cui sono state rese. Un incontro di formazione per giovani magistrati non può essere strumentalizzato per finalità politiche da chi è stato invitato per rappresentare il ministero della Giustizia”, ha tuonato l’ex pm di Napoli (e membro del Csm) Antonello Ardituro. Allungare le mani per “dirottare” politicamente le sentenze – come ad esempio è riuscita a fare Magistratura Democratica nei riguardi di alcuni procedimenti riguardanti il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina – sarebbe invece accettabile?
Di “dichiarazioni gravi e inaccettabili sia perchè rese in una sede istituzionale e in un contesto di formazione di giovani magistrati, la cui reazione è stata di sconcerto, sia perchè provenienti da un rappresentante del Governo invitato all’incontro nella sua veste istituzionale”, ha invece parlato L’Associazione nazionale magistrati. La stessa guidata fino all’anno scorso da quel Piercamillo Davigo che sosteneva che l’unico errore giudiziario sono le assoluzioni e che in Italia non esistono innocenti ma solo colpevoli ancora da scoprire.
E se il problema a questo punto non fosse Morrone?
Nicola Mattei

1 commento

  1. Bravo Morrone, le cose bisogna dirle come sono, ma questi qui non lo vogliono capire che il muro di berlino è caduto tanti anni fa e il comunismo non esiste più?
    E poi la giustizia è (e deve essere) uguale per tutti e aggiungo “i colori”

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